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Le mille e un drone contro gli Usa: l’Iran minaccia Trump dopo lo schieramento nel Golfo

Tra Ankara e Washington

Le mille e un drone contro gli Usa: l’Iran minaccia Trump dopo lo schieramento nel Golfo

Esteri - di Gabriele Caramelli - 29 Gennaio 2026 alle 14:13

Le tensioni tra Usa e Iran proseguono, dopo le proteste che hanno portato nelle piazze della Repubblica islamica sia i giovani che gli anziani. Adesso Teheran ha minacciato “una risposta schiacciante” nel caso in cui gli americani dovessero intromettersi, anche grazie alla disponibilità di mille nuovi droni. Citato dalla tv di Stato, il generale  e capo dell’esercito iraniano Amir Hatami ha evidenziato: “Di fronte alle minacce che dobbiamo affrontare, l’esercito ha come priorità quella di rafforzare le proprie risorse strategiche in vista di una risposta rapida e schiacciante a qualsiasi invasione e attacco”.

Nel frattempo la Turchia, che si è offerta di contenere le tensioni tra Washington e Teheran, ospiterà il ministro degli esteri iraniano Abbas Araghci venerdì. L’omologo di Ankara, Akan Fidan, ribadirà la contrarietà della Turchia a qualsiasi intervento militare contro l’Iran, insistendo sui rischi di un’iniziativa di questo genere per la regione e il mondo” e specificherà che “la Turchia è pronta a contribuire alla soluzione delle tensioni in corso con il dialogo”.

Le mille e un drone contro gli Usa: l’Iran avverte Trump sulle eventuali intromissioni nel Paese

Su ordine del generale Hatami, i reggimenti di combattimento iraniani sono stati dotati di “1.000 droni strategici, fabbricati dall’esercito in collaborazione con il ministero della Difesa, in conformità con le nuove minacce e gli insegnamenti tratti dalla guerra di 12 giorni” con Israele a giugno 2025. Nel frattempo, Donald Trump ha rafforzato la presenza militare Usa nel Golfo, ma non ha ancora fatto una scelta vera e propria sull’azione. Anche se mercoledì ha ipotizzato un’offensiva peggiore della scorsa estate, i suoi consiglieri continuano a spingere per una soluzione diplomatica.

Intanto, le delegazioni israeliane e saudite sono arrivate alla Casa Bianca, ma per due ragioni distinte: secondo Axios, i funzionari ebraici si trovano Washington per condividere materiale d’intelligence su eventuali obiettivi in Iran. I secondi, invece, sono in pensiero per il rischio di una guerra regionale e propongono una soluzione pacifica. Come ha spiegato il ministro della Difesa Guido Crosetto, l’Italia è a conoscenza “dei mezzi americani” schierati verso la Repubblica islamica, ma al momento “non siamo ancora preoccupati”.

 

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di Gabriele Caramelli - 29 Gennaio 2026