CERCA SUL SECOLO D'ITALIA

“Le Constellation”, parla un esperto di esplosivistica: cosa è accaduto e tutto quello che non ha funzionato

Le modalità dell'incendio

“Le Constellation”, parla un esperto di esplosivistica: cosa è accaduto e tutto quello che non ha funzionato

Cronaca - di Marco Di Castelvecchio - 2 Gennaio 2026 alle 18:30

“In due minuti l’aria nel locale Le Constellation è diventata irrespirabile dopo l’inizio dell’incendio. Per salvarsi, le persone avrebbero dovuto strisciare sul pavimento per sfuggire al flashover, il fenomeno per cui tutti i materiali combustibili in un ambiente prendono fuoco in contemporanea”. Queste le parole di Danilo Coppe, uno dei maggiori esperti italiani nel campo dell’esplosivistica e fondatore e presidente dell’Ire di Parma, che all’Adnkronos ha spiegato le modalità con cui le vittime dell’incidente avrebbero potuto salvarsi.

Incendio a “Le Constellation”, parla l’esperto di esplosivistica

“In una stanza d’appartamento dove prende fuoco qualcosa, come un albero di Natale o un divano, in 40 secondi metà dell’ambiente viene invaso di fumo acre e tossico che non permette di vedere nulla – ha proseguito Coppe -. Possiamo quindi immaginare che nel locale di Crans-Montana saranno bastati un paio di minuti per rendere l’aria irrespirabile, per di più vicino all’invisibilità totale per cercare l’uscita”. Poi ha ribadito che per guadagnarsi l’uscita in un ambiente invaso da così tanto fumo le persone “avrebbero dovuto strisciare sul pavimento” per salvarsi.

Cosa è accaduto quella notte nel locale svizzero

Cosa è accaduto? “Le scintille delle candeline pirotecniche hanno attinto il controsoffitto che era palesemente in materiale altamente combustibile – ha evidenziato l’esperto -. Questo ha generato una fiamma che si è propagata molto velocemente sviluppando gas come il monossido di carbonio, infiammabile ed esplosivo. Quindi, col calore sprigionato tutti i materiali combustibili hanno preso fuoco in contemporanea: questo è il flashover”.

Se poi a “Le Constellation” c’è stata, “in una situazione già congestionata”, anche la rottura di vetri, allora “l’ossigeno potrebbe aver contribuito a incrementare la combustione”. Questa è l’ultima ipotesi di Coppe, stupito del fatto che nel bar al centro di Crans-Montana non ci fosse nemmeno un estintore. “È straordinario come sia stato possibile autorizzare nella rigorosa Svizzera un locale di pubblico spettacolo senza qualcosa di simile a quello che noi in Italia chiamiamo ‘Certificato di prevenzione incendi’. Lì non ci sono le nostre leggi, ma penso che non sia stato fatto il minimo sindacale“.

 

Non ci sono commenti, inizia una discussione

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

di Marco Di Castelvecchio - 2 Gennaio 2026