I dati Istat e Inps
Lavoro, buone notizie: salari su, Cig giù. Osnato (FdI): “Smentita la propaganda della sinistra”
I dati sull’occupazione, con una crescita record in Italia da tre anni, fanno il paio con quelli sugli ammortizzatori sociale, in calo tendenziale, e con quelli delle retribuzioni che salgono a un ritmo che tiene testa a quello dell’inflazione. Nello scorso mese di dicembre si è registrato un calo del 10% delle ore di cassa integrazione autorizzate rispetto a novembre (mese con 39,9 milioni di ore): sono state 35.979.522, in diminuzione anche rispetto allo stesso mese dell’anno precedente (-13%, 41,4 milioni di ore). Con riferimento all’intero quarto trimestre 2025, il numero di ore autorizzate si è attestato a quota 130,7 milioni, -10% rispetto allo stesso trimestre dell’anno precedente, in cui le ore autorizzate erano state 144,9 milioni, ma in aumento rispetto al terzo trimestre 2025, in cui erano state autorizzate 115,7 milioni di ore. I dato dell’Inps parlano di ore di cassa integrazione ordinaria autorizzate a dicembre 2025 pari a 18,1 milioni, in diminuzione sia rispetto al mese precedente, in cui erano state autorizzate 20,7 milioni di ore, sia rispetto a dicembre 2024, in cui le ore autorizzate erano state 29,5 milioni. Per l’intero quarto trimestre 2025 si registrano 66,9 milioni di ore autorizzate, in aumento rispetto al trimestre precedente, in cui erano state autorizzate 52,7 milioni di ore, ma con un tendenziale in forte diminuzione rispetto alle 100,1 milioni di ore autorizzate nel quarto trimestre 2024. Il numero di ore di cassa integrazione straordinaria autorizzate a dicembre 2025 è stato pari a 16,9 milioni (di cui 6,7 milioni per solidarietà), 60,7 milioni di ore con riferimento al quarto trimestre 2025 (di cui 29,3 milioni per solidarietà), stesso dato del trimestre precedente e in aumento rispetto allo stesso trimestre del 2024, in cui le ore autorizzate erano state 41,1 milioni (di cui 27,1 milioni per solidarietà). A incidere sull’incremento tendenziale della CIG straordinaria del quarto trimestre 2025, rispetto al quarto trimestre 2024, sono state le note difficoltà del settore metalmeccanico e l’incremento di ore autorizzate per solidarietà del settore delle telecomunicazioni, in particolare nel mese di ottobre 2025. Irrilevanti gli interventi in deroga autorizzati nel quarto trimestre del 2025, limitati a 1.600 ore autorizzate a dicembre 2025, nel quarto trimestre 2024 erano state autorizzate in deroga circa 730 mila ore. “I dati pubblicati oggi dall’Osservatorio Inps sulla Cassa Integrazione Guadagni e sulla Naspi sono decisamente favorevoli. A dicembre 2025 l’Inps registra una riduzione del 10% delle ore di cassa integrazione rispetto al mese di novembre e un calo del 13% su base annua, rispetto allo stesso mese del 2024. Anche il ricorso alla Naspi diminuisce, con una flessione tendenziale dello 0,9% rispetto all’anno precedente”, dice Walter Rizzetto, presidente della commissione Lavoro della Camera. “Si tratta di dati che, se considerati congiuntamente all’aumento dell’occupazione rilevato dall’Istat nel medesimo periodo, attestano un’incoraggiante diminuzione del fabbisogno di ammortizzatori sociali. Una notizia positiva – conclude il deputato FdI – che evidenzia come le politiche adottate dal governo Meloni stiano dando i risultati che ci aspettavamo”.
Buone notizie sul fronte dei salari. Secondo i dati resi noti oggi dall’Istat, nel 2025 l’indice delle retribuzioni orarie è cresciuto del 3,1% rispetto all’anno precedente. A dicembre 2025, l’indice mensile delle retribuzioni contrattuali orarie registra un aumento dello 0,2% rispetto a novembre 2025 e del 2,9% rispetto a dicembre 2024. Nel dettaglio, gli aumenti tendenziali più elevati riguardano i ministeri (+7,2%), le forze armate (6,9%) e i vigili del fuoco (6,8%); nessun incremento per farmacie private e telecomunicazioni.
“I dati Istat certificano nel 2025 una crescita delle retribuzioni contrattuali del 3,1%, in deciso recupero sull’inflazione, con un rafforzamento del potere d’acquisto dei lavoratori per il secondo anno consecutivo. L’andamento positivo dei salari nei principali settori produttivi e il rafforzamento della contrattazione collettiva, che oggi riguarda oltre la metà dei dipendenti, confermano la validità della linea seguita dal Governo Meloni: stabilità dei conti, riduzione del cuneo fiscale e sostegno ai rinnovi contrattuali”, dice Marco Osnato, presidente della Commissione Finanze a Montecitorio e responsabile economico di Fratelli d’Italia, a commento dei dati relativi ai contratti collettivi e alle retribuzioni contrattuali, diffusi oggi dall’Istat. “Questi risultati smentiscono la propaganda della sinistra sul salario minimo legale, una misura rigida e ideologica che rischierebbe di indebolire la contrattazione e penalizzare lavoro e imprese. La crescita dei salari si costruisce con politiche serie, non con scorciatoie strumentali”, conclude Osnato.