"Operazione verità"
L’Anm non la racconta giusta: il 40% dei magistrati favorevole al sorteggio del Csm. Lo dice un suo referendum interno
La consigliera laica del Csm, Claudia Eccher, svela l'esito della consultazione svolta dall'Anm nel 2022 che conferma, numeri alla mano, quello che molti sanno: anche tante toghe sono a favore della riforma
Un referendum interno svolto dall’Anm dà concretezza a un’affermazione che più volte si è sentita nel dibattito sulla riforma della giustizia: anche tanti magistrati sono a favore. Il quesito, somministrato tre anni si fa, si concentrava in particolare sul sorteggio del Csm, mostrando che ben il 40% degli iscritti era a favore. A rivelare il dato è stata la consigliera laica, Claudia Eccher, che ha parlato di «operazione verità» contro la disinformazione sul referendum.
Il referendum interno dell’Anm: dal 40% dei magistrati sì al sorteggio del Csm
«Nel 2022 l’Associazione nazionale magistrati ha promosso un referendum interno consultivo sul tema del sorteggio per l’elezione dei componenti togati del Consiglio superiore della magistratura», ha spiegato Eccher, chiarendo che «secondo i dati ufficiali il risultato è spiazzante se proiettato sul dibattito odierno secondo cui in caso di vittoria del Sì il Paese sarebbe a rischio autocrazia: tre anni fa il 40% dei magistrati si era espresso a favore del sorteggio».
Eccher: «Un dato oggettivo che molti non vogliono accettare»
«Si tratta – ha sottolineato la consigliera del Csm – di un dato oggettivo, che fuori dalle tante retoriche che sentiamo ogni giorno dimostra come, anche internamente all’Anm, ci sia un’evidenza che molti non vogliono accettare. Proprio per questo, chi ricopre un ruolo pubblico e lo fa con responsabilità ha il dovere di attenersi alla verità e di contribuire a un’informazione corretta, non è accettabile rivolgersi agli elettori con affermazioni non vere».
La necessità di «un’informazione completa e rigorosa»
«Il confronto pubblico su questioni istituzionali complesse è fondamentale ma dovrebbe fondarsi su elementi di fatto, su dati verificabili e su una rappresentazione corretta delle posizioni in campo. Solo un’informazione completa e rigorosa – ha concluso Eccher – consente ai cittadini di formarsi un’opinione consapevole e di esercitare in modo pieno e libero il proprio diritto di scelta».