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L’ammissione di Molinari: “Negli ultimi anni i gruppi di sinistra hanno dimostrato grande aggressività” (video)

Finalmente una critica

L’ammissione di Molinari: “Negli ultimi anni i gruppi di sinistra hanno dimostrato grande aggressività” (video)

Politica - di Gabriele Caramelli - 31 Gennaio 2026 alle 18:22

Da un bel po’ di tempo la sinistra fatica a condannare le azioni violente dei centri sociali, eccetto casi eclatanti. Stavolta, però, il bagliore di lucidità arriva da Maurizio Molinari, ex direttore de La Repubblica e oggi editorialista del quotidiano. Ospite del podcast Fucina, nell’ultima puntata condotta da Francesco Di Filippo e Matteo Di Curzio, il giornalista ha confermato l’atteggiamento irruento degli antagonisti: “È vero che in Italia, negli ultimi anni, c’è stata una dimostrazione di grande aggressività da parte dei gruppi di sinistra e credo che la radice di questa violenza nasce dalla dinamica del populismo”. Poi ha aggiunto alcune delucidazioni sui rischi delle ultime proteste caotiche: “Ci sono dei gruppi violenti nel nostro Paese, che predicano e si riconoscono nella violenza. Nel 2025, l’ultima volta che ho controllato i dati, ci sono stati 353 poliziotti feriti: ciò significa che ci sono stati degli scontri duri in strada”.

Molinari ammette: “Negli ultimi anni i gruppi di sinistra hanno dimostrato grande aggressività”

“Le immagini dell’irruzione dentro La Stampa mi hanno profondamente ferito”. Ma ciò che l’ha lasciato profondamente amareggiato è stato il fatto che fossero proprio “dei ragazzi” ad aver violato la redazione, “per difendere un imam di Torino che con le sue frasi aveva legittimato il 7 ottobre”. L’uomo a cui ha fatto riferimento Molinari è Mohamed Shahin, che dopo le sue dichiarazioni è stato spedito al Cpr di Caltanisseta e liberato conseguentemente dalla Corte d’appello del capoluogo piemontese.

Al di là del fatto che i responsabili del raid contro La Stampa fossero i militanti di Askatasuna, Molinari si è chiesto “com’è possibile che un giovane italiano faccia un’azione così violenta per difendere il pensiero di un’altra persona violenta”. La risposta è semplice: c’è chi, indebolito dall’indottrinamento, ha ceduto al “lavaggio del cervello” che le associazioni di estrema sinistra portano avanti da tempo in Italia, appoggiando anche personaggi diseducativi come lo stesso Shahin.

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di Gabriele Caramelli - 31 Gennaio 2026