CERCA SUL SECOLO D'ITALIA

L’American Chamber in Italia: “Sulla Groenlandia bene la linea di Meloni”

Il no allo scontro geopolitico

L’American Chamber in Italia: «Sulla Groenlandia urgente una soluzione negoziata: bene la linea Meloni»

Il consigliere Simone Crolla spiega che «l’Italia può svolgere un ruolo chiave» per fare il modo che il dossier si risolva con una cooperazione strutturata invece che con uno scontro geopolitico

Politica - di Natalia Delfino - 21 Gennaio 2026 alle 13:12

Una questione «preoccupante» su cui «è urgente trovare una soluzione negoziata», adottando una linea di «cautela» e «pragmatismo» come quella impostata dall’Italia. A parlare in questi termini delle frizioni sulla Groenlandia è il consigliere delegato dell’American chamber of commerce in Italy (AmCham), la Camera di commercio americana in Italia, Simone Crolla, spiegando di apprezzare «molto» il modo in cui «si sta muovendo il presidente del Consiglio, Giorgia Meloni».

Il consigliere dell’American Chamber: «Sulla Groenlandia l’Italia può svolgere un ruolo chiave»

«Sulla Groenlandia è urgente trovare una soluzione negoziata e l’Italia può svolgere adesso un ruolo chiave», ha detto Crolla, intervistato dall’agenzia di stampa Adnkronos. «Invece di trasformare la Groenlandia in un simbolo di scontro geopolitico, è possibile farne il perno di una cooperazione strutturata su investimenti e sicurezza, capace di rispondere alle reali priorità strategiche degli Stati Uniti senza mettere in discussione la sovranità danese e le necessità della popolazione locale», ha chiarito il consigliere dell’AmCham, organizzazione senza scopo di lucro che è affiliata alla Chamber of Commerce di Washington D.C., la Confindustria statunitense, di cui fanno parte oltre tre milioni di imprese. «Agli Stati Uniti non serve “comprare”la Groenlandia. Ciò che conta davvero per Washington – ha spiegato Crolla – è il controllo funzionale delle risorse critiche e dell’architettura di sicurezza dell’Artico: minerali essenziali per le filiere energetiche e della difesa, infrastrutture dual-use e posture militari avanzate sul fianco nord dell’Atlantico».

La necessità di evitare lo scontro e puntare sulla cooperazione

Secondo Crolla «l’Italia può proporre di incanalare queste esigenze in un pacchetto integrato che trasformi il contenzioso in un accordo vantaggioso per tutte le parti. Il primo pilastro sarebbe quindi la creazione di un Fondo congiunto Usa–Europa dedicato allo sviluppo delle risorse minerarie e infrastrutturali della Groenlandia e dell’Artico occidentale. Il secondo sarebbe inoltre un concreto rafforzamento della sicurezza artica, formalizzato in ambito Nato».

«L’Europa – ha aggiunto – si assumerebbe una quota maggiore e misurabile del peso di queste misure: più truppe, esercitazioni, capacità di sorveglianza e investimenti nelle infrastrutture militari tra Groenlandia, Islanda e isole del Nord, come tra l’altro confermato a Davos dalla presidente Von der Leyen. Il tutto resterebbe sotto chiara leadership statunitense, rafforzando il ruolo degli Usa come garante ultimo della sicurezza dell’Artico. La politica è l’arte del compromesso e questo vale anche in questo nuovo anno che abbiamo appena aperto».

Sui dazi «il peggio è alle spalle», ma attenzione ai nuovi scenari

Più in generale, ricordando che i timori sui dazi sono stati fugati dai dati che parlano di un export italiano negli Usa aumentato del 7,9% nei primi 11 mesi del 2025, Crolla ha spiegato che «siamo abbastanza certi che il peggio sia ormai alle spalle e che quindi possiamo aspettarci dei mercati meno nervosi rispetto agli annunci dei soggetti politici come avvenuto soprattutto in vari momenti dello scorso anno». Resta comunque da vedere cosa accadrà sulla Groenlandia, perché «i recenti sviluppi potrebbero compromettere in modo sostanziale l’Accordo Quadro Ue-Usa e portare a misure di ritorsione reciproca che danneggerebbero senza dubbio alcuno le imprese americane ed europee che esprimono flussi commerciali e di servizi tra i più sviluppati al mondo contribuendo a creare e confermare decine di migliaia di posti di lavoro. Esattamente lo scenario che nessuno di loro vuole si concretizzi». Dunque, è necessario mantenere lucidità per fugare questo scenario.

Crolla: «Il rapporto tra Trump e Meloni tra i migliori al mondo»

In ogni caso Crolla ha sottolineato di non ritenere che quello che sta succedendo sulla Groenlandia «possa avere effetti anche sui rapporti tra Italia e Usa, perché la relazione tra il presidente Trump e la premier Meloni è tra le migliori al mondo, come confermato da tutti i soggetti più esposti tra le due sponde dell’Atlantico. Meloni e Trump provengono entrambi dalla stessa famiglia politica ma li accumuna anche una visione comune su molte questioni».

Non ci sono commenti, inizia una discussione

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

di Natalia Delfino - 21 Gennaio 2026