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Il ministro della Cultura, Alessandro Giuli

Riscoprire le radici

L’album di famiglia degli italiani online col portale “Antenati”, il progetto del Mic che digitalizza gli Archivio di Stato

Con la piattaforma vengono messi online quasi 155 milioni di documenti conservati negli Archivi di Stato, tra atti di nascita, matrimonio e morte a partire dagli inizi dell'Ottocento, accompagnati anche da testimonianze dirette di esperienze di ricerca genealogica

Italpress - di Italpress - 16 Gennaio 2026 alle 19:41

Un patrimonio che diventa sempre più accessibile a tutti e che permette di conoscere e condividere la memoria collettiva: con il portale Antenati il Ministero della Cultura mette online quasi 155 milioni di documenti conservati negli Archivi di Stato, offrendo a cittadini, studiosi e italo-discendenti nel mondo uno strumento gratuito per riscoprire le proprie radici e, allo stesso tempo, valorizzare una delle più grandi ricchezze culturali del Paese.

Il Portale Antenati è la piattaforma digitale attraverso cui il ministero della Cultura, che fa capo ad Alessandro Giuli, rende consultabili i registri dello Stato civile conservati negli Archivi di Stato italiani, frutto di un ampio progetto di digitalizzazione e valorizzazione del patrimonio archivistico nazionale, iniziato nel 2011 e che ancora oggi riveste un ruolo primario nell’ambito delle politiche di accesso e promozione dei beni culturali.

Il portale si rivolge a un pubblico ampio: dai cittadini interessati a ricostruire la storia della propria famiglia ai ricercatori, fino alle comunità di discendenti di italiani residenti all’estero, che possono così accedere a fonti ufficiali senza la necessità di recarsi fisicamente negli archivi. Basti pensare che, nel 2025, è stato consultato da più di 1.800.0000 di utenti. Antenati rappresenta uno strumento centrale anche per la tutela della memoria storica e per la diffusione della conoscenza delle istituzioni archivistiche dello Stato.

All’interno del sito è possibile consultare le immagini digitalizzate degli atti di nascita, matrimonio e morte, a partire dagli inizi dell’Ottocento, con alcuni Archivi che presentano anche documentazione del XVIII secolo. Nel solo 2025 sono state aggiunte più di 7 milioni di immagini disponibili on-line. I documenti sono accompagnati da strumenti di ricerca per nomi, luoghi e periodi storici, oltre a guide e approfondimenti che aiutano l’utente a orientarsi tra le fonti e a comprenderne il contesto storico e amministrativo. Sono, inoltre, presenti, nella sezione Storie di famiglia, testimonianze dirette di esperienze di ricerca genealogica. Con Antenati, il Ministero della Cultura rafforza il percorso di apertura degli archivi al grande pubblico e conferma il ruolo della digitalizzazione come leva strategica per la valorizzazione dei siti culturali statali e per il consolidamento del legame tra patrimonio, identità e cittadinanza.

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