La pretesa delle "liste nere"
La riscoperta del Capitano, torna la biografia di Codreanu di Sburlati: la conoscenza contro la goffa censura
Capita spesso che un gruppo di scrittori, alcuni di successo – molti altri… “morti di fama” – lanci una campagna per comunicare al mondo quel che merita di essere divulgato e quel che deve essere oscurato censurato e proibito, perché brutto, sporco e cattivo. L’esempio più recente fornito da questi pretenziosi maestri del pensiero risale allo scorso dicembre, quando pretendevano l’espulsione, dalla importante rassegna romana “Più Libri Più Liberi”, di una casa editrice colpevole di pubblicare autori storici di una certa destra estrema; e di farlo con una malcelata simpatia per quei personaggi. La campagna censoria si rivelò un clamoroso autogol, al punto che lo stand di quell’editore divenne una grande attrazione per molti visitatori e i libri in catalogo – soprattutto quelli messi all’indice – furono esauriti in poche ore.
Codreanu, tra gli autori “proibiti”
Probabilmente, a moltiplicare la curiosità di molti fu proprio la pretesa di stilare una lista “nera” di autori proibiti e testi da bruciare (sia pure metaforicamente, non proprio come fece Goebbels a Berlino…) sull’altare del politicamente corretto. Evidentemente la domanda sorgeva spontanea, di fronte a una simile prova di arroganza: perché mai uno scrittore come Antonio Scurati, per studiare il fascismo e Mussolini aveva potuto attingere anche ad autori “estremi” e agli altri – ricercatori, curiosi, amanti di storia –quello stesso scrittore pretendeva di negare analoga possibilità? Di qui la reazione e la lezione per lorsignori (anche se c’è da dubitare che sia stata compresa). Tra gli autori “proibiti” figurava certamente anche il “Capitano” Corneliu Codreanu, che negli anni Trenta fu capo di un movimento fascista rumeno in chiave spiritualista e iper-nazionale. Si spiega anche con qui goffi tentativi censori il grande successo ottenuto dalla biografia di Codreanu opportunamente ristampata per i tipi di “Idrovolante Edizioni” con il titolo “Codreanu, l’arcangelo trafitto”.
Contro la “damnatio memoriae”
L’autore è Carlo Sburlati, storico intellettuale di destra e grande organizzatore culturale. La prima edizione del volume risale al 1970. Sicché, come un rabdomante, Sburlati ha intuito che fosse giunto il momento di riproporre il suo studio, percependo nell’aria il desiderio di conoscere ciò che è stato a lungo nascosto: di (ri)scrivere pagine di storia rifiutando diktat e “damnatio memoriae”. Rispetto a quella lontana edizione, il lettore trova un’illuminante appendice critica di Mario Bernardi Guardi, che propone diverse storie nella storia del controverso personaggio.
Codreanu, gli incontri
E come Sburlati nel libro ricostruisce biografia e pensiero di Codreanu, leader molto amato dai suoi fedelissimi ma molto temuto e inviso al di fuori della sua Legione dell’Arcangelo Michele; così Bernardi Guardi ricorda gli incroci e gli incontri che lasciarono un segno indelebile negli autorevolissimi interlocutori che trovarono sul loro cammino il Capitano. Mircea Eliade non dimenticò mai quel giovane bellissimo e carismatico, leader naturale che il destino avrebbe condannato al trionfo finale ovvero alla sconfitta fatale. Come Julius Evola, che nel ‘38 andò in Romania proprio per conoscere il Codreanu: dodici ore di colloquio intenso su temi dello spirito e sui valori della tradizione che meritano di essere conservati. Evola e il Capitano, per tutto il tempo, non toccarono cibo, perché era uno dei due giorni della settimana che i coniugi Codreanu e gli adepti della Legione dedicavano al digiuno totale (né cibo né acqua). Altro interlocutore fu Indro Montanelli, che esaltò quella figura così atipica e fascinosa, poco prima che Codreanu venisse arrestato e, nottetempo, ucciso con modalità simili a quelle che nei pressi di Roma avrebbero portato alla morte Ettore Muti, poco dopo la caduta del governo Mussolini.
L’approccio maturo alla storia
Nella lettura di questo volume, che mantiene inalterato il fascino della scoperta, vale la curiosità, conta il desiderio di colmare un vuoto di conoscenza. È l’approccio più maturo alla storia: nessuna partigianeria, ma puro desiderio di sapere. In questo caso, le scoperte saranno molte e importanti: le profetiche analisi di Codreanu su un’economia che tuteli ambiente e natura; le sue battaglie per la giustizia sociale; e per una modernizzazione che salvaguardi i valori spirituali dell’ortodossia cristiana. E non sarà irrilevante, nel bilancio della scoperta, il suo antisemitismo: ostentato fin da giovanissimo e deprecabile nonostante fosse sentimento molto diffuso negli anni Trenta, in Romania e non solo. Ma resta il merito di Carmelo Sburlati, che ha opportunamente riproposto una figura così atipica eppure fondamentale per conoscere e comprendere meglio quei decenni europei tormentati e vivi, grandi e tragici.