Separatismo religioso
La proposta di legge di FdI, Kelany: stop a finanziamenti occulti e tolleranza zero su spose bambine e velo
Iniziato l'iter in Commissione alla Camera della pdl che punta a introdurre norme necessarie a garantire la sicurezza dei cittadini e un vero modello di integrazione
Spose bambine, moschee che spuntano come funghi, festività e iniziative finanziate e declinate all’ossequio di religioni, e Natali e presepi rinnegati nelle scuole del Bel Paese ma velo in classe. E tutto in barba al principio della laicità dello Stato e del rispetto delle tradizioni di chi accoglie: il contrasto al radicalismo non è solo una questione di ordine pubblico, ma una battaglia culturale e di civiltà che il governo Meloni sta portando avanti con determinazione sin dal suo insediamento.
Kelany (FdI): la Pdl sul separatismo religioso è un tassello per difendere i nostri valori
E allora, in un contesto geopolitico sempre più instabile e in cui le cronache riportano con frequenza allarmante episodio di intolleranza religiosa se non di sfregio a chiese e luoghi di culto, oltre che tentativi di infiltrazione ideologica, l’esecutivo accelera sul fronte della prevenzione. Tanto che oggi il deputato di Fratelli d’Italia Sara Kelany, responsabile del dipartimento Immigrazione del partito, in una nota dichiara e fa sapere: «Oggi in I Commissione alla Camera inizia l’esame della proposta di legge di Fratelli d’Italia sul contrasto al separatismo religioso che punta a introdurre, fra le altre cose, controlli mirati sui finanziamenti che arrivano dall’estero ai luoghi di culto, pene più severe per i matrimoni forzati e il divieto di indossare il velo integrale nei luoghi pubblici. Sono norme necessarie a garantire la sicurezza dei cittadini italiani».
Iniziato l’iter in Commissione alla Camera: tolleranza zero su spose bambine e velo
L’obiettivo è chiaro: colmare quei vuoti normativi in cui spesso proliferano il fanatismo e il finanziamento opaco di attività radicali. E infatti è proprio in questa cornice di difesa dei valori non negoziabili e della sicurezza nazionale che si inserisce l’avvio dell’iter alla Camera della proposta di legge simbolo per Fratelli d’Italia. Così, nello spiegare la portata del provvedimento, che affronta nodi cruciali come il controllo dei flussi finanziari esteri e la protezione dei diritti delle donne, Sara Kelany, a stretto giro aggiunge: «La recente inchiesta sulla rete di attivisti Pro-Pal che finanziava Hamas con la scusa della beneficienza per Gaza. Ma anche i proclami di qualche imam integralista che legittima le nozze con bambine di 9 anni perché “è il Corano a consentirlo”, dimostrano che il fondamentalismo islamista è una minaccia concreta per la nostra società».
Il presidio dei valori contro le derive integraliste e per una vera integrazione
Sottolineando in calce: «La vera integrazione non può che fondarsi sul rispetto e sul riconoscimento delle nostre leggi». E concludendo emblematicamente: «Questa proposta di legge è un tassello ulteriore per difendere i nostri valori e la nostra cultura da chi vorrebbe calpestarli in nome dell’ideologia e del radicalismo».
Dunque, l’intervento di Sara Kelany ribadisce un principio cardine del governo di centrodestra: non può esistere integrazione senza la piena adesione ai princìpi costituzionali e giuridici dello Stato italiano. Il provvedimento sul separatismo religioso rappresenta, pertanto, la risposta politica e legislativa a una realtà che per troppo tempo è stata ignorata in nome di un multiculturalismo coatto. Acritico. Asettico e miope. E allora: dalla stretta sui matrimoni forzati, alla trasparenza dei fondi per le moschee, il messaggio del centrodestra è inequivocabile: l’Italia non è disposta a tollerare “zone franche” dove la legge coranica tenti di sovrapporsi a quella dello Stato.
La battaglia in Commissione si preannuncia serrata, ma per Fratelli d’Italia la strada è tracciata: proteggere l’identità culturale del Paese è il primo passo per garantire una convivenza sicura e realmente democratica. (Nella foto in alto un momento del film La sposa bambina di Khadija al-Salami).