Oltretevere
La forza tranquilla del concistoro di Leone XIV: così il Papa sta definendo la sua agenda che tiene a bada bergogliani e tradizionalisti
La “rilettura” del Concilio dopo 60 anni annunciata dal Papa potrebbe dare la possibilità di mettere finalmente fine a scontri dottrinali, scismi latenti e infinite discussioni teologiche. Rimane da capire con che approccio questo avverrà
Chi pensava ad un concistoro fatto di decisioni roboanti o ad un’agenda preconfezionata ha dovuto ricredersi. La riunione dei cardinali del 7 e 8 gennaio è stata solo l’inizio di un percorso, che vedrà nei porporati il centro della chiesa di Leone XIV, senza però correre troppo e, soprattutto, all’insegna del dialogo interno e dell’unità da ritrovare. Fra i temi della vigilia, ne sono stati scelti due, sinodalità e missione, mentre la liturgia, che tanto accende gli animi e risulta effettivamente uno dei temi più divisivi, è stata rimandata, forse alla prossima riunione di giugno, già calendarizzata.
Dialogo interno, unità e sinodalità
Il Papa ha bisogno che i cardinali gli portino le istanze della base, non le «agende personali», ha spiegato Leone XIV. Dunque l’obiettivo del concistoro non è tirare per la giacchetta il pontefice, ma iniziare un percorso di discussione per aiutarlo nel governo della Chiesa universale. Questo è stato anche il senso della prolusione del cardinale Radcliffe, il quale ha evocato l’immagine evangelica della Barca di Pietro in mezzo alla tempesta e ha invitato i confratelli a rimanere dunque vicini al Santo Padre per affrontare le tempeste che scuotono il mondo e la Chiesa. «Se la barca di Pietro fosse colma di discepoli che litigano tra loro, non saremmo di alcuna utilità per il Santo Padre».
La discussione durante il concistoro è stata dunque molto armoniosa, ricalcando però lo schema dei gruppi di lavoro, divisi per continenti, che poi hanno relazionato ognuno per pochi minuti l’esito delle singole discussioni. In generale, rispetto al passato, il tempo per gli interventi liberi non è stato lunghissimo, ma lo stesso Santo Padre ha annunciato che, oltre alla prossima due giorni di giugno, verrà organizzato un concistoro straordinario ogni anno, della durata di quattro giorni. Riguardo il tema della sinodalità, è emersa la necessità di capire meglio i meccanismi delle chiese orientali oltre al ruolo dei laici e il rischio che la fede venga coinvolta nel contesto politico.
Evangeli Gaudium
Fra i temi scelti a maggioranza vi è stato poi quello della Missione, alla luce di Evangelii Gaudium, l’esortazione apostolica di Francesco riguardo l’annuncio del Vangelo. Al termine della prima sessione del 7 gennaio, Leone XIV ha espresso quello che è per lui, vescovo missionario in Perù, un tema centrale. «Vogliamo essere una Chiesa che non guarda solo a sé stessa, che è missionaria, che guarda più in là, gli altri. La ragion d’essere della Chiesa non è per i cardinali né per i vescovi né per il clero. La ragion d’essere è annunciare il Vangelo. E quindi questi due temi: Sinodo e sinodalità, come espressione del cercare come essere una Chiesa missionaria nel mondo di oggi, ed Evangelii Gaudium, annunciare il kerygma, il Vangelo con Cristo al centro. Questa è la nostra missione».
Il Concilio Vaticano II e le false interpretazioni
Se dunque il concistoro non ha avuto esiti particolarmente dirompenti, l’annuncio di Leone riguardo l’organizzazione di una serie di catechesi riguardanti i documenti del Concilio Vaticano II e la loro interpretazione potrebbe essere la vera novità di questi giorni. La “rilettura” dopo 60 anni annunciata dal Papa, per eliminare «false interpretazioni» e «accogliere la tradizione» della Chiesa, potrebbe dare la possibilità di mettere finalmente fine a scontri dottrinali, scismi latenti e infinite discussioni teologiche. Rimane da capire con che approccio questo avverrà. Il discorso di Leone sembra infatti orientato verso una «ermeneutica della continuità» nello stile di Benedetto XVI, laddove il mondo progressista ha sempre propugnato l’idea di una rottura fra il “prima” e il “dopo” Concilio. Sarà dunque compito del Santo Padre trovare una quadra.