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La forza speciale anti-migranti di Trump anche in Italia? Piantedosi nega. E sull’Ice nuova bufera: un altro morto
L’Ice, la forza speciale di Trump contro l’immigrazione clandestina, è di nuovo nella bufera. Un agente federale ha sparato a un uomo a Minneapolis, uccidendolo, come ha reso noto il capo della polizia Brian O’Hara, parlando con il Minnesota Star Tribune. “Ho appena parlato con la Casa Bianca dopo un’altra orribile sparatoria da parte di agenti federali questa mattina”, ha scritto il governatore del Minnesota Tim Walz su ‘X’. Secondo quanto ha riportato Cbs News, citando la cartella clinica dell’ospedale ottenuta dall’Ap, la vittima aveva 51 anni. Il Dipartimento della Sicurezza interna afferma che l’uomo era armato.
L’episodio odierno, avvenuto tra Nicollet Avenue e 27th Street nella zona sud della città, rimbalza sui social con i video pubblicati. I filmati mostrano l’intervento un gruppo di agenti che provano a immobilizzare un uomo su un marciapiede. Mentre il soggetto è a terra, in un’apparente colluttazione con alcuni degli agenti, si sente suono che potrebbe essere prodotto dall’esplosione di un colpo: quindi, segue una raffica di colpi. Un agente, secondo le immagini, spara a ripetizione. L’uomo rimane a terra.
Il Dipartimento della Sicurezza Interna afferma che l’uomo era armato. In un post su X viene mostrata la pisola. “Alle 9.05, mentre gli agenti delle forze dell’ordine del Dipartimento della Sicurezza interna stavano conducendo un’operazione mirata a Minneapolis contro un immigrato clandestino ricercato per aggressione violenta, un individuo si è avvicinato agli agenti della pattuglia di frontiera statunitense con una pistola semiautomatica da 9 mm, visibile qui”, si legge nel messaggio.
L’Ice in Italia per le Olimpiadi? Piantedosi smentisce
Il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi ha smentito la presenza dell’ICE, ovvero le squadre anti immigrazione Usa, nella gestione della sicurezza americana durante le Olimpiadi di Milano-Cortina. Piantedosi ha chiarito che, anche qualora vi fossero delegazioni straniere con propri apparati di sicurezza, «le delegazioni scelgono loro, all’interno del proprio ordinamento, a chi rivolgersi per assicurare la cornice di sicurezza alle delegazioni stesse, quindi non vedo quale problema ci sia ed è una cosa molto normale». Il ministro ha ribadito che «il coordinamento della sicurezza rimane ovviamente assicurato dalle autorità nazionali», sottolineando che la priorità resta la gestione complessiva dei Giochi. Sollecitato dai giornalisti ha aggiunto: «Questo non mi risulta per la verità. Da una prima verifica fatta anche con prefetto e questori non risulta. Questo non vuol dire evocare pericoli o scenari particolari».