L'intervista
Intimidazione social al coordinatore di FdI a Sassari che ospiterà la conferenza del libro su Charlie Kirk
«Hai il collo troppo intatto te». Questa l’intimidazione ricevuta via social da Luca Babudieri, coordinatore di FdI a Sassari, che ha organizzato una conferenza sul libro del collega del Secolo Gabriele Caramelli, pubblicato da Passaggio al bosco e intitolato “Charlie Kirk – La fede, il coraggio e la famiglia”, sabato 17 gennaio. L’abbiamo intervistato per vederci chiaro sulla questione della violenza politica, anche sul versante verbale e dalla sua testimonianza sono emersi altri dettagli sconvolgenti: «Da poco la Nuova Sardegna ha additato i ragazzi di Azione studentesca come “estremisti di destra” solo perché hanno ricordato la strage di Acca Larenzia. Penso che sia un fatto molto grave, perché non si può creare un bersaglio per fomentare inutilmente le persone». Insomma, a sinistra deriva irruenta «già c’è, visto che quattro ragazzi di Gioventù nazionale sono stati aggrediti nella notte tra il 6 e il 7 gennaio a Roma, mentre provavano ad affiggere dei manifesti».
Perché ha deciso di organizzare una conferenza sul libro di Kirk a Sassari?
«Abbiamo deciso di farla perché è importante ribadire che per noi il dialogo è fondamentale, anche con persone che la pensano diversamente. Abbiamo deciso di invitare un esponente del Pd, attraverso il sindaco Giuseppe Mascia, ma ci ha detto che per motivi personali non parteciperà. Tra l’altro, ci è stato comunicato che nessun’altra carica dem presenzierà al convegno e io lo trovo preoccupante, perché è la dimostrazione che la sinistra italiana non ha più la capacità di confrontarsi. Comunque sia, noi abbiamo deciso di organizzare l’evento per comprendere quale sia stato il ruolo di Charlie Kirk nel panorama americano, assassinato perché portava avanti le sue idee e perché faceva parlare chi non la pensava come lui. Sto parlando di una figura che dovrebbe farci riflettere anche qui in Italia».
Ha ricevuto delle intimidazioni sui social?
«Sì, sotto il post di Instagram su cui Fratelli d’Italia e Gioventù nazionale hanno promosso il convegno, è arrivato un commento diretto a me con su scritto “Hai il collo troppo intatto te”: bisogna ricordare che Kirk è stato assassinato con un colpo d’arma da fuoco alla gola. Non è la prima volta che da sinistra usano un linguaggio violento nei nostri confronti. Da poco la Nuova Sardegna ha additato i ragazzi di Azione studentesca come “estremisti di destra” solo perché hanno ricordato la strage di Acca Larenzia. Penso che sia un fatto molto grave, perché non si può creare un bersaglio per fomentare inutilmente le persone. Bisognerebbe fare un passo indietro e moderare i toni».
Perché ha scelto di invitare Gabriele Caramelli alla conferenza?
«Ho letto il suo libro e ho ascoltato la presentazione ad Atreju. Secondo me lui può aiutarci a ragionare sulla figura di Charlie Kirk, che lui conosce bene. Io consiglio a tutti di leggerlo, perché grazie all’autore può partire la nostra analisi sulla libertà di potersi confrontare con gli altri in Italia, anche attraverso un esempio americano».
Secondo te lei c’è il rischio di una deriva violenta nella sinistra radicale?
«Già c’è, visto che quattro ragazzi di Gioventù nazionale sono stati aggrediti nella notte tra il 6 e il 7 gennaio a Roma, mentre provavano ad affiggere dei manifesti. Per colpa dei cortei antagonisti in tutta Italia vengono sfasciate le vetrine degli esercizi commerciali e picchiati gli agenti. Da parte della sinistra radicale c’è un linguaggio d’odio sempre più grande. Nonostante tutto, penso che ci siano comunque dei ragazzi di sinistra che rifiutano ancora l’uso della violenza politica. Dobbiamo impegnarci affinché brutte stagioni politiche, che in Italia abbiamo già vissuto negli anni di piombo, non si ripresentino».