Il rapporto annuale
Inps, tasso di occupazione al massimo storico in Italia: i lavoratori sono oltre 24 milioni
L'Istituto di previdenza segnala il ruolo centrale e di guida dei dipendenti permanenti. Analizzati anche i dati sull'assegno unico: 8,1 miliardi erogati nei primi 11 mesi del 2025
Tasso di occupazione al massimo storico: 63% con gli occupanti in Italia che ad oggi sono oltre 24 milioni. E i dipendenti permanenti sono “il driver” di questo trend positivo prolungato. Sono questi i dati sottolineati dall’Inps in occasione della presentazione del XXIV rapporto annuale nella sede centrale di Confindustria. Nel documento si legge che per la prima volta è stato superato il picco di ore lavorative del 200, che ha preceduto la successiva doppia recessione.
A settembre saldo annualizzato lavoro privato +357mila
Nel rapporto l’Inps evidenzia come nel mese di settembre 2025 si registra un saldo annualizzato positivo delle posizioni di lavoro nel settore privato per 357mila unità. Di questi l’89% riguarda rapporti a tempo indeterminato, per un saldo di 319mila. ei primi nove mesi del 2025 si contano anche 6.162.000 assunzioni attivate, in calo dell’1,8% rispetto allo stesso periodo del 2024; 576.000 trasformazioni da tempo determinato, in aumento del 2,7%; 5.541.000 cessazioni, in diminuzione dell’1,9%.
Nei primi 11 mesi del 2025 erogati 18,1 miliardi per assegno unico
Tema del giorno affrontato da Inps, attraverso il lavoro dell’Osservatorio sull’Auu è anche quello della spesa per l’assegno unico e universale per i figli a carico nei primi undici mesi del 2025. I dati dell’Istituto attestano una spesa di 18,1 miliardi di euro a cui si aggiungono ai 19,9 miliardi del 2024.
Oltre nove milioni i nuclei
I nuclei familiari che almeno una volta hanno ricevuto l’assegno nel 2025 sono 6.279.392, per un totale di 9.935.828 figli. In media mensile nei primi 11 mesi hanno ricevuto l’assegno 5.998.698 famiglie per 9.478.966 figli. L’assegno medio per famiglia nei primi 11 mesi è stato di 273 euro mentre quello per figlio è stato di 173 euro. L’importo medio per figlio a novembre 2025, comprensivo delle maggiorazioni applicabili si attesta su 174 euro e va da circa 58 euro per chi non presenta Isee o supera la soglia massima (che per il 2025 è pari a 45.939,56 euro), a 224 euro per la classe di Isee minima (fino a 17.227,33 euro per il 2025).
Oltre 4500 famiglie ha chiesto l’assegno per sei figli
A novembre 2025 3.164.351 famiglie hanno ricevuto l’assegno per un solo figlio con una media di 150 euro per richiedente, 2.224.370 famiglie hanno ricevuto l’assegno per due figli ( per 332 euro a famiglia) mentre 445.670 nuclei hanno avuto il beneficio per tre figli (per una media di 658 euro a famiglia). Hanno ricevuto l’assegno per sei figli o più 4.553 nuclei per un importo medio mensile di 1.941 euro. Nella fascia Isee di reddito più bassa a novembre sono stati pagati 4.779.556 figli, circa la metà del totale, per una media di 224 euro a figlio mentre nella fascia successiva ( tra 17.227,34 e 22.969,78 euro) ricadono 1.040.570 figli per 206 euro medi a figlio.
Circa 260mila nella fascia più alta
Nella fascia di reddito più alta rientrano 260.766 figli con una media di 56 euro a testa ricevuti mentre i figli per i quali non è stato presentato l’Isee sono stati nel mese 1.652.831 per un importo medio ricevuto di 58 euro.
Fava, numeri solidissimi, avanti con sostenibilità
“L’Inps è solido, i numeri sono solidissimi, questo vuol dire comunque avere in altrettanta misura la consapevolezza di quali sono le criticità, le preoccupazioni, dalla denatalità alla questione ‘più anziani meno giovani’. Ma è solido e lo dico a tutti coloro che mi continuano a chiedere: ma l’Inps che fine farà?” Questo uno dei passaggi della presentazione del rapporto annuale Inps del presidente Gabriele Fava, che ha ricordato che dei temi critici “siamo al corrente non da ieri, ma da tanto tempo, non è una novità ma proprio perché siamo consapevoli, proprio per questo motivo, stiamo portando avanti dal nostro punto di vista, nei limiti del nostro ruolo, politiche che possano sicuramente migliorare la sostenibilità e quindi allontanare quelle preoccupazioni e quelle criticità”.
Rinnoviamo alleanza con tessuto produttivo
Il presidente dell’Inps ha anche spiegato di aver “sempre sostenuto un’alleanza con il tessuto produttivo perché crea nuovi contribuenti che a noi servono. Ci rivolgiamo ai giovani che devono passare inevitabilmente, per loro fortuna, dalle imprese. Oggi rinnoviamo una nuova alleanza con il tessuto imprenditoriale con cui ci confronteremo sulle nuove iniziative che stiamo portando avanti: il pre-DURC, il lancio a breve dello sportello grandi contribuenti, una nuova vigilanza, più matura e collaborativa, verso chi vuole fare impresa sana” ha concluso.