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Il trionfo di Beatrice Venezi a Pisa smaschera i sindacati: “Il punto non è lei, la nostra protesta è politica”

Il dietrofront

Il trionfo di Beatrice Venezi a Pisa smaschera i sindacati: “Il punto non è lei, la nostra protesta è politica”

I Video del Secolo - di Maurizio Ferrini - 26 Gennaio 2026 alle 15:25

Dopo che perfino i giornali come Repubblica, non certo schierati col governo, hanno riconosciuto il successo di Beatrice Venezi al Teatro Verdi Pisa, arriva perfino la certificazione del Comitato Nazionale delle Fondazioni Lirico Sinfoniche, organismo  tra i principali oppositori alla nomina ufficializzata lo scorso 22 settembre del maestro toscano alla direzione musicale della Fenice di Venezia.

Non basta la spilletta gialla

Nelle scorse ore, infatti, è arrivato un comunicato pubblicato sui social dal Comitato Nazionale delle Fondazioni Lirico Sinfoniche che è intervenuto proprio sull’appuntamento di Pisa. Il Comitato è tra i principali oppositori alla nomina ufficializzata lo scorso 22 settembre del maestro toscano alla direzione musicale della Fenice di Venezia e in questi mesi si è sempre schierato al fianco degli orchestrali del teatro veneziano. Infatti, il Comitato sceglie di presentarsi al pubblico con l’immagine dell’ormai nota spilletta gialla anti-Venezi.

“Anche le repliche della Carmen sono state un successo”

Eppure, nel loro ultimo comunicato si legge: “Il successo della Carmen al Teatro Verdi di Pisa diretta da Beatrice Venezi, è un dato di fatto – riconosce il Comitato – un esito positivo che va valorizzato, soprattutto in un momento storico in cui ogni investimento culturale che incontra il favore del pubblico rappresenta un segnale di speranza per il settore”. In pratica, anche per i pasdaran contrari alla nomina di Venezi alla Fenice, le repliche al Verdi di Pisa con la Carmen sono state un “successo”.

La nota dei sindacati: “Il punto non è, e non è mai stato, Beatrice Venezi”

Ma il comunicato, sostanzialmente, svela la vera chiave delle proteste anti-Venezi: si legge infatti che più che la sua nomina alla Fenice è in realtà il nuovo Codice dello spettacolo il vero bersaglio. Quello stesso codice in fase di definizione, e con cui il governo mira a disciplinare l’intero settore.
Il Comitato parla di “disegno politico ben preciso, contenuto nel nuovo Codice dello Spettacolo attualmente in discussione” e si spinge a dire che “il punto non è, e non è mai stato, Beatrice Venezi, su cui le opinioni possono legittimamente divergere, ma la modalità della sua nomina, espressione di un rischio più grande: l’accentramento del potere ministeriale, già per l’appunto ‘promesso’ nel nuovo Codice dello Spettacolo”.

Insomma, anche i sindacati ammettono che la protesta anti-Venezi non è tecnica o artistica, ma una banalissima questione politica. Ma che sorpresa.

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di Maurizio Ferrini - 26 Gennaio 2026