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Il sondaggio Noto fa masticare amaro la sinistra e assevera il successo di FdI, premier e centrodestra ancora dopo 3 anni di governo

Anomalia di un successo

Il sondaggio Noto umilia i gufi di sinistra: FdI inarrivabile, fiducia record in Meloni e centrodestra tonico: tutto dopo 3 anni di governo

Il report che fa masticare amaro l'opposizione: Fratelli d'Italia sfonda il muro del 30% (guadagnando ben 4 punti da quando è alla guida del Paese), con il centrodestra unito e solido, e un consenso per la premier cresciuto al 44%. Un legame d'acciaio con gli italiani che non vedono alternative credibili nel campo largo

Politica - di Bianca Conte - 2 Gennaio 2026 alle 14:59

Mentre le sinistre si avvitano in una crisi d’identità che ne sta polverizzando i simboli e le basi territoriali, il governo guidato da Giorgia Meloni mette a segno un risultato che sfida le leggi della fisica politica. A oltre tre anni dal giuramento, l’esecutivo non solo evita il classico logoramento da Palazzo, ma si presenta all’alba del 2026 in una condizione di salute che il sondaggio Noto certifica a suon di numeri con l’attendibilità della matematica percentuale e che Il Giornale, tra gli altri, definisce senza mezzi termini come una «anomalia positiva».

Sondaggio Noto, Fratelli d’Italia oltre il 30%: il premio alla coerenza

I numeri parlano chiaro e fotografano un trend inarrestabile. Rispetto al già trionfale 26% ottenuto alle Politiche del 2022, Fratelli d’Italia ha saputo scalare i consensi fino a stabilizzarsi in una forchetta compresa tra il 30 e il 31%. Un balzo di quattro punti ottenuto “sul campo”, governando: a gennaio del 2025 Fratelli d’Italia era al 28-28, 5%. A dicembre ha chiuso intorno al 30%. E negli ultimi mesi è stato stabile tra il 30 e il 31%, quindi guadagnando quattro punti in più dal 2022.

Ma non è solo il partito della premier a brillare: l’intera coalizione di centrodestra risulta “tonica”, con una crescita corale di circa due punti nell’ultimo anno. Corroborata dalla fiducia personale in Giorgia Meloni che si attesta al 44%: un capitale politico immenso se si considera che ci si avvia verso l’ultimo anno pieno di legislatura prima del voto del 2027.

Il consenso alla premier cresce: fiducia al 44%

Di più. L’analisi di Noto scava nelle ragioni profonde di questo consenso. Non si tratta solo di fredde statistiche numeriche, ma di quello che viene descritto come un vero e proprio «legame sentimentale» tra la premier Meloni e gli italiani. Nonostante un contesto globale difficile, i cittadini non attribuiscono al governo le difficoltà o le discrepanze con le congiunture esterne sul potere d’acquisto.

Al contrario, stando anche a quest’ultimo sondaggio Noto, quella che viene premiata è proprio la credibilità dell’esecutivo, come la percezione nettamente percepita – e di cui il report dà riscontro – che  il presidente del Consiglio “ce la stia mettendo tutta”, agendo come scudo contro la propaganda delle opposizioni. Gli italiani, insomma, dimostrano di aver capito che per ottenere risultati strutturali servono “tempi di incubazione” e vedono in questo esecutivo il know-how giusto per passare da una fase di  assestamento, a quella dello sviluppo pieno.

Quel “legame sentimentale” che disarma i gufi

Più precisamente, spiega Noto a Il Giornale: «Se noi chiediamo ai cittadini se il potere d’acquisto è aumentato o diminuito in questi anni, il giudizio si fa più tiepido, non è eccessivamente positivo, ma neanche negativo. E il giudizio è che le cose siano rimaste uguali», osserva il sondaggista. Che poi precisa: «Il valore aggiunto è perché è come se Meloni avesse stabilito un legame sentimentale con gli italiani, che non la accusano di aver peggiorato le condizioni. Gli italiani dicono che il potere d’acquisto non è migliorato, ma non pensano che la responsabilità sia del governo. Pensano che perché una cosa vada bene servano dei lunghi tempi di incubazione», spiega il presidente di Noto Sondaggi.

Sondaggio Noto, opposizioni non pervenute

Non solo. A fare da contraltare al successo dell’esecutivo e alla fiducia da record riposta dagli elettori nella premier, il sondaggio Noto ratifica anche quello che è il dato più drammatico per il “campo largo” (o ciò che ne resta): l’assenza totale di presentarsi e fungere da alternativa. Anche tra chi si dichiara insoddisfatto, infatti, sembra prevalere comunque la convinzione che solo questo governo abbia la capacità di cambiare davvero le cose. Così, mentre il Pd perde i suoi paladini in fuga da faide interne e pronti a sconfessare l’autoreferenzialità del Pd, il centrodestra dimostra che la serietà e il rispetto del mandato elettorale pagano.

«Se questi indicatori non calano nel 2026, vuol dire arrivare alle prossime elezioni con un capitale politico molto elevato», osserva non a caso Noto. E sta proprio in questa dinamica inusuale quella che il sondaggista definisce «l’anomalia» del governo Meloni. «Un’anomalia positiva in termini di consenso», sottolinea opportunamente il sondaggista. Una stabilità che, tirando le somme, è tale da proiettare la premier verso le prossime elezioni con una forza d’urto difficilmente scalfibile.

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di Bianca Conte - 2 Gennaio 2026