Il dopo conferenza stampa
Il Pd non si smentisce mai: anche quest’anno accusa Meloni di non aver risposto alle domande che i giornalisti non le hanno fatto
I dem lamentano che la premier non ha parlato di argomenti come sanità e povertà, ma a decidere di cosa si parla è la stampa non lei. Forse al Nazareno vogliono introdurre una formula marzulliana: si faccia una domanda e si dia una risposa...
Una dote va riconosciuta al Pd: non delude mai le aspettative. E, considerate le aspettative, non è esattamente un complimento. Anche in occasione della conferenza stampa di inizio anno della premier Giorgia Meloni, i dem hanno colto l’occasione per confermarsi sempre uguali a se stessi. Nel coro di commenti negativi, infatti, non è mancata l’accusa di non aver parlato di questo o quell’argomento. La stessa che lo scorso anno mosse anche la segretaria Elly Schlein e per la quale allora come oggi vale la stessa considerazione: gli argomenti li decidono i giornalisti che fanno le domande, non la premier, la quale – appunto – a domanda risponde.
La grottesca accusa del Pd a Giorgia Meloni
In fondo è un meccanismo semplice, ma al Nazareno non sembra riescano a capirlo. «Due ore e mezza davanti alla stampa e non abbiamo mai sentito la parola “sanità”, nemmeno per una delle tante promesse impossibili, nemmeno se nel 50% dei comuni con meno di 5mila abitanti manca il medico condotto; non abbiamo mai sentito la parola “povertà”, nemmeno di fronte alla fila di 400 metri a Natale per la mensa dei poveri a Milano», hanno lamentato i capigruppo Pd di Camera e Senato Chiara Braga e Francesco Boccia e il capodelegazione a Bruxelles Nicola Zingaretti. Insomma, le massime espressioni parlamentari dem, che si sono prese la briga di produrre sul tema una nota congiunta. «Il Paese reale non interessa alla premier Meloni», hanno aggiunto, recriminando poi – bontà loro – anche sulle risposte date.
L’ostinazione dei dem per gli «attacchi fuori bersaglio»
Eppure il Pd ha avuto un anno di tempo per ragionare sulle modalità della conferenza stampa, visto che l’anno scorso Schlein incorse nella stessa illogicità: chiedere conto a Meloni delle risposte che non aveva dato a domande che non erano state poste. «Non una parola sulle infinite liste di attesa nella sanità pubblica, sulle bollette insostenibili, sulle pensioni», aveva denunciato la segretaria dem, alla quale fu l’eurodeputato di FdI Carlo Fidanza a ricordare che si trattava di un «attacco fuori bersaglio», visto che stava ai giornalisti chiedere conto di quegli argomenti.
Quest’anno è stato il deputato Francesco Filini a invocare l’intervento di «qualcuno di buona volontà» che «spieghi ad Elly Schlein che in una conferenza stampa si parla di quello che è stato oggetto delle domande. Se nessun giornalista ha fatto domande sulla sanità è evidente che il presidente Meloni non ne ha parlato». Circostanza per la quale, in fondo, la segreteria dem «dovrebbe ringraziare i giornalisti che le hanno risparmiato l’ennesima figuraccia», perché «se la sanità è sotto-finanziata, la principale responsabilità è dei governi di centrosinistra» e una domanda sul tema avrebbe consentito a Meloni di ricordarlo.
Marzullo fa scuola al Nazareno…
Da qualunque punto di vista la si voglia guardare, ciò che resta sul tavolo è il fatto che l’accusa di “non avere interesse per il Paese reale” mossa dal Pd colpisce semmai la libera stampa, a meno che i dem non immaginino una conferenza di inizio anno con la formula marzulliana del “si faccia una domanda e si dia una risposta”. Sulla quale legittimamente ci sarebbe davvero qualcosa da ridire.
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