I bimbi non mangiano nulla
Il menù per Gaza alle elementari finisce nella spazzatura al 90%. In Toscana l’ideologia pro-Pal rimane indigesta
Va a finire nella pattumiera la propaganda pro-Pal che la sinistra ha inserito persino nelle mense scolastiche dei più piccoli. Stiamo parlando della trovata che in Toscana è stata trovata particolarmente indigesta. I ragazzini non sono riusciti a mangiare nulla, con il risultato di un o spreco indicibile di cibo oltre che di un flop propagandistico clamoroso. Si tratta di alcuni comuni della regione: Calenzano, Campi Bisenzio, Sesto Fiorentino, Signa, Barberino di Mugello. Poi Capannori, in provincia di Firenze, Carmignano nel pratese. La genialata era partita dalle amministrazioni locali con l’iniziativa “Sapori per la pace”. Tre appuntamenti, distribuiti durante l’anno scolastico, in cui per pranzo i bambini si sarebbero trovati davanti menù esclusivamente etnici, ispirati a Paesi in cui è in corso una guerra. Il primo appuntamento è stato dedicato alla Palestina. Successivamente dovrebbe toccare a Ucraina e Sudan).
Menù per Gaza nella rossa Toscana: un flop annunciato
Il centrodestra già a dicembre aveva stigmatizzato l’idea di promuovere l’ideologia tra i più piccoli scodellando cibi etnici. Fare delle scuole elementari un laboratorio di propaganda non è stata un’idea geniale, perché i risultati sono stati deprimenti, come ci informa Libero. Cibo letteralmente buttato nei cassonetti. Era stato richiesto l’ausilio di uno chef palestinese che aveva preparato mujaddara (lenticchie, riso, uvetta e spezie), hummus di ceci e crudité di carote. Ebbene, sono stati buttati in grandissime quantità poiché come sarebbe stato normale attendersi si tratta di cibi ancora lontani dai gusti e dalla curiosità di bambini così piccoli.
Sprechi di cibo inauditi: FdI insorge
Giovanni Sardi, consigliere di Fratelli d’Italia a Carmignano, sciorina i dati del suo comune dove 279 porzioni su 403 di riso e lenticchie sono finite nella pattumiera. Quindi 300 porzioni di humus sprecate, pari al 74,4% di quelle messe in tavola. Leggermente meglio è andata alle carote, ma comunque la maggior parte dei bimbi non ha gradito: il 59% ha rifiutato il contorno. Ma l’esperimento pro-Pal per Gaza non è andato meglio altrove. A Barberino di Mugello -dati del Comune- ci sarebbe stato uno spreco dell’85,7% per il primo piatto; e addirittura del 93,75 per il secondo. Numeri che lasciano intendere un vero ammutinamento gastronomico. Il progetto è stato sponsorizzato da un’impresa pubblica, Qualità&Servizi, i cui numeri riguardo all’iniziativa certificano il fallimento assoluto.
E’ stato il consigliere regionale di Fratelli d’Italia Claudio Gemelli a chiederli: «Il “menù della pace”, dedicato ai cibi etnici palestinesi, è stato un fallimento. Una conferma di quanto già avevo percepito ricevendo le segnalazioni di molti genitori. Genitori che pagano la mensa e che hanno il diritto di ricevere per i loro figli un servizio adeguato». Per questo, l’esponente di Fdi ha annunciato che i consiglieri comunali del partito a Sesto Fiorentino, Calenzano, Campi Bisenzio e Signa presenteranno la medesima interrogazione del collega di Carmignano per visionare i dati relativi agli sprechi alimentari. Tra l’altro ci sarebbero dei particolari sconcertanti a detta di alcuni genitori: molti bambini avrebbero provato a chiedere il pasto in bianco pur di mettere qualcosa sotto i denti. Ma, ovviamente, il quantitativo disponibile non è bastato a soddisfare la richiesta. «Nessuno mette in dubbio il valore della pace e del dialogo ma a chi non perde occasione per mettere l’ideologia anche in cucina domando: è etico gettare via centinaia di pietanze?».