CERCA SUL SECOLO D'ITALIA

Lo stand di Passaggio al Bosco a “Più libri Più Liberi”

Il 2026 della cultura/2

L’anno che verrà per Passaggio al Bosco: dall’editoria alla metapolitica, tante novità per un’unica battaglia culturale

L'obiettivo è dare voce a una maggioranza che non si riconosce nei dogmi del progressismo, con un'azione strutturata che consolidi le esperienze già avviate e apra nuovi cantieri per la costruzione di un nuovo ordine di significati

Cultura - di Marco Scatarzi* - 4 Gennaio 2026 alle 06:00

Terminato l’anno, come sempre, è tempo di bilanci e di nuove prospettive. Il 2025, dobbiamo ammetterlo, è stato un anno particolare, che ci ha regalato un finale a dir poco scoppiettante. Reduci dall’esperienza di “Più Libri, Più Liberi” – divenuta il perno del dibattito mediatico nazionale per un’intera settimana – brindiamo al 2026 con l’entusiasmo di chi ha raggiunto i propri obiettivi e la volontà di chi intende misurarsi con le nuove sfide. Quello appena iniziato, senza dubbio, sarà l’anno del consolidamento: strutturare la logistica, professionalizzare la filiera creativa, capillarizzare la distribuzione, implementare la squadra, affinare gli strumenti ed attirare i talenti. Lo scopo finale è fin troppo chiaro: fare un salto di qualità che si dimostri stabile, trasformando la notorietà in progetto e raggiungendo ambiti finora inaccessibili. Perché, se non fosse chiaro ai nostri detrattori, i tentativi di censura sono stati un grossolano errore strategico: hanno offerto all’editoria identitaria l’occasione di misurarsi col grande pubblico, dotandola dei mezzi necessari al “grande salto”.

Il 2026 di Passaggio al Bosco: dai libri alla metapolitica

Il 2026 di Passaggio al Bosco si strutturerà su più piani: quello editoriale, motore del nostro progetto, ma anche e soprattutto quello metapolitico. Nel primo caso – oltre a qualificare la nostra filiera attraverso l’impatto grafico, il comparto delle traduzioni, l’ambito dell’editing e il lato comunicativo – inaugureremo nuove collane e nuovi formati.

Sulle tracce del format “Millelire”

Nello specifico, per fare due esempi, ci apriremo alla stampa di libri fotografici di alta qualità e daremo vita ad un formato ultra tascabile – in continuità con il geniale format delle “Millelire” messo in campo nel 1989 da Stampa Alternativa – che cercherà di offrire contenuti sintetici e di forte impatto, per venire incontro alle esigenze di chi, pur avendo poco tempo libero, non vuole rinunciare all’approfondimento “cartaceo”.

L’impulso al digitale

Parallelamente, come già in atto da tempo, proseguiremo la digitalizzazione del catalogo e indagheremo il formato audio. Non solo: in ambito “digitale” stiamo immaginando un’offensiva a tutto tondo, che possa coinvolgere la produzione di video e la diffusione di podcast, cavalcando tutti gli strumenti e generando un’interazione virtuale che possa trovare riscontro e continuità nella prossimità fisica e reale.

La formazione e il terzo settore: la costruzione di una comunità nel campo delle idee

Ma è in ambito metapolitico, senza dubbio, che stanno partendo i progetti più interessanti: da settembre ha preso il via l’Accademia Giovani – dedicata alla Formazione di una trentina di ragazzi tra i 18 e i 28 anni – mentre da gennaio verrà inaugurata l’Accademia Generale, che contribuirà a diffondere il pensiero identitario in ogni angolo della penisola, mettendo insieme decine di relatori e centinaia di auditori. Attraverso il nostro Ente del Terzo Settore – creato allo scopo di professionalizzare l’ambito metapolitico, proponendo un riferimento trasversale che possa fungere da incubatore e da megafono – stiamo già costruendo l’equipe metapolitica di domani: una Comunità di autori e lettori, ma anche di professionisti e di volenterosi, che opera sinergicamente nel campo delle idee.

Il Passaggio dal “fai da te” all’organizzazione strutturata

Passaggio al Bosco E.T.S. – infatti – nasce con questa precisa vocazione: oltrepassare l’improvvisazione del “fai da te”, per approdare ad una pianificazione strategica che apra nuove strade, reperendo finanziamenti stabili e dotandosi di nuovi mezzi, organizzando eventi e​ costituendo circoli territoriali, forgiando nuovi percorsi e formando nuove menti, mettendo in rete le realtà esistenti e operando in ogni sfera.

La spontanea ricerca di un nuovo ordine di significati

Un esempio pratico è quello di “Sogni e Sfide”, il comparto che agisce nel campo dello sport al fine di proporre un nuovo approccio alle “discipline del coraggio”: un mondo sano e marziale, nel quale si stanno confrontando decine di atleti e di sportivi, con il dichiarato obiettivo di unire lo sforzo fisico e la profondità spirituale, riequilibrando corpo e mente. Ma la vitalità del circuito che prende le mosse dal nostro percorso – ormai – si riflette in mille e più campi dell’esistente: è il caso di “Spiriti Eroici”, che produce liquori di alta qualità, rendendo omaggio ai nostri eroi e perpetuando le tradizioni dei nostri territori; è il caso di “Inquadrature Perfette”, che analizza il mondo del cinema da un’altra prospettiva, attraverso libri ed eventi che rendono finalmente giustizia alla “settima arte”; è il caso del portale “Identitario.org”, che veicola ogni giorno approfondimenti mirati, restituisce voce alle Comunità militante e approfondisce contenuti non conformi. Perché la nostra, prima di essere un’azione di “controegemonia”, è la spontanea ricerca di un nuovo ordine di significati: la fondazione di un nuovo paradigma – fermo nei princìpi e versatile nei mezzi – che ha scelto di procedere in avanti, con salde radici e una “tremenda voglia di camminare”.

Il tempo degli “operai della cultura” per aprire mille nuovi cantieri

Del resto, una volta oltrepassato il muro di gomma di un’egemonia culturale asfissiante ed autoreferenziale, si apre un’immensa prateria di senso e di consenso: dar voce ad una maggioranza che non si riconosce nei dogmi del progressismo, stimolare la curiosità di chi vuole confrontarsi con un punto di vista non allineato, offrire un’interpretazione del presente che non si limiti alla psicosi degli asterischi o agli scarti del delirio woke, ma che affronti con coraggio i mille nodi di un declino antropologico che solo nel pensiero identitario può trovare un argine concreto alla fatalità imperante.

In altre parole: è tempo di rimboccarsi di maniche e guardare avanti, di diventare gli “operai” della cultura e aprire mille nuovi cantieri, di abbandonare ogni tentazione (auto)ghettizzante per correre all’aria aperta, di avanzare convintamente verso orizzonti che devono essere conquistati con gioia e determinazione. In fin dei conti, il nervosismo che impera a sinistra ha una precisa ragion d’essere: si sono accorti che hanno sempre meno intelligenze e sempre meno idee, che il loro linguaggio è quello di una bolla scollegata dal reale, che le loro casematte sono piene di crepe e che le loro allucinazioni non somigliano affatto alle visioni che muovono il mondo.

Siamo ad un bivio: attendere che qualcosa cambi, limitandosi ad osservare la desolazione sinistra di un panorama culturale asfittico e impolitico, oppure “forzare la mano” e dettare un nuovo ritmo, facendo emergere nuovi paradigmi e nuove prospettive. Nel nostro piccolo, “dal basso”, lavoreremo in questa direzione, consapevoli che la perpetua “apertura della storia” offre sempre un’occasione a quelle “minoranze organizzate” che hanno tempra e tenacia. Avanti, dunque: il futuro non è altro che un progetto.

*Direttore di Passaggio al Bosco edizioni

Non ci sono commenti, inizia una discussione

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

di Marco Scatarzi* - 4 Gennaio 2026