L'odissea giudiziaria
Giudici feroci con Alemanno: resta in carcere. Ma il suo ricorso viene ammesso alla Corte di giustizia europea
In piena bagarre politica sul referendum sulla giustizia, arriva un’altra brutta notizia per un esponente di destra coinvolto in una vicenda giudiziaria, Gianni Alemanno. La Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso straordinario presentato dalla difesa dell’ex sindaco di Roma, che sta scontando in carcere una condanna a un anno e dieci mesi per traffico di influenze. Alemanno chiedeva la revoca della porzione della pena relativa appunto al traffico di influenze in conseguenza dell’abolizione del reato di abuso d’ufficio. In particolare la difesa di Alemanno aveva presentato l’istanza contro la sentenza del gennaio scorso dalla Prima Sezione Penale della Corte di Cassazione, con la quale era stata respinta l’istanza di revoca della sentenza di condanna, emessa dalla Corte di Appello di Roma, per intervenuta ‘abolitio criminis‘, limitatamente al capo 1 dell’imputazione. Nella requisitoria scritta il sostituto procuratore generale di Cassazione Perla Lori aveva chiesto il rigetto presentato da Alemanno, tramite il difensore.
Gianni Alemanno resta in carcere, la delusione della difesa
La difesa, rappresentata dall’avvocato Cesare Placanica si è dichiarata ”estremamente delusa in considerazione della scelta di non voler affrontare il merito della questione posta relativa al fatto che la condotta originariamente sanzionata dalla Cassazione, l’aver sollecitato l’immediato pagamento, senza attendere il maturare del proprio turno, ad Ama ed Eur Spa di somme pacificamente dovute, non fosse più penalmente rilevante. Lo sconcerto rispetto all’atteggiamento della giurisdizione italiana aumenta dato che in singolare coincidenza proprio oggi la Cedu ha comunicato alla difesa il superamento del vaglio di ammissibilità del ricorso che avevamo proposto, avverso il primo rigetto del nostro ricorso”. L’ex sindaco di Roma era finito in carcere la notte del 31 dicembre di un anno fa dopo la revoca dei servizi sociali. Confidiamo che nell’udienza che verrà a breve fissata sia eliminata la pena per un fatto non più penalmente rilevante con conseguente immediato ritorno in libertà di Alemanno”.
Meloni sul sovraffollamento delle carceri
Interrogata sui temi del sovraffollamento carcerario, sollevati proprio da Alemanno, oggi la premier Meloni ha chiarito che non sono in cantiere misure straordinarie. “Amnistia, indulto, uscita anticipata sono provvedimenti tampone, sperimentati molte volte in passato, che non hanno risolto nulla. Anzi, per paradosso, oltre a minare il principio della certezza della pena, hanno consentito alla politica di fare finta che il problema non esisteva più. Abbiamo il sovraffollamento carcerario perché la politica ha pensato che si faceva un provvedimento e si risolveva il problema del sovraffollamento”.