Sul sito diffusi cori violenti
Giù le mani dai bambini: “Non una di meno” vuole prendersi l’educazione sessuo- affettiva
La voglia di egemonia culturale è instillata anche nei movimenti di estrema sinistra e nei movimenti transfemministi. Così come l’odio per le forze dell’ordine, che da tutori dello stato, per gli antagonisti, diventano nemici da infangare e con cui scontrarsi per affermarsi politicamente. Qualcuno direbbe che “non c’è più religione”, ma il vero problema è che evidentemente non esiste più un valore alla base dei pensieri, che troppo spesso si tramutano in contenuti ideologizzati. Basta andare sul sito dell’associazione transfemminista “Non una di meno” per capirlo, anche a seguito dei cori contro gli agenti e i militari che sono contenuti in un pdf. “Son brutti, brutti, brutti. Son neri, neri, neri. Non sono immigrati, sono i Carabinieri”. Oppure: “Gli unici stranieri, gli sbirri nei quartieri”.
Giù le mani dai bambini: “Non una di meno vuole entrare nelle scuole
Altrettanto preoccupante è l’ossessione del potere che hanno le transfemministe: basta guardare le loro proposte del 31 gennaio 2023 sul loro sito per capire di cosa si parla. Propongono “educazione sessuale e affettiva in tutte le scuole e che sia affidata alle reti femministe e transfemministe”. Ma non finisce qui, perché il percorso si estende anche altrove: “La revisione completa dei programmi didattici ministeriali con l’inserimento degli studi decoloniali e di genere”. In sintesi, il loro progetto è chiaro: “Vogliamo una scuola femminista e transfemminista!”.
Nel 2024, Charlie Kirk ha lanciato il suo tour nelle università intitolato “Ti stanno facendo il lavaggio del cervello”. L’obiettivo era quello di dibattere nei college con i sostenitori del politicamente corretto, delle teorie di genere e con quelli che ritengono fondamentale “la cultura della cancellazione”. Praticamente, si stava battendo contro il “nulla che avanza”, contenuto anche nelle proposte di “Non una di meno”. Cancellare la storia e provare a darne una visione distorta, o affermare che esistono più di due generi, non è coraggio, ma ignoranza.
I cori pieni di odio e inneggianti alla violenza
Ma le cantilene morbose non finiscono con gli insulti alle forze dell’ordine. “Fasci appesi col reggiseno, non una, non una, non una di meno”, è una delle frasi, ma ce ne sono altre ancor più inquietanti riprese da canzoni per bambini: “Ci son due maschi alfa, omofobi, aggressivi, due bianchi un po’ razzisti, due machi e due fascisti, c’è il sessista, c’è il violento, non manca più nessuno, non ne salveremo neanche uno”. Insomma, sembra che inneggino alla “Giustizia fai da te”, dimenticando che il rischio più grande è quello di condannare una vittima innocente. O forse hanno solo intenzione di deumanizzare chi la pensa diversamente da loro, rischiando di propalare soltanto l’odio nella società.
Gli inni alla violenza colpiscono i critici dell’aborto: “Obiettore obiettore, ti spranghiamo senza fare rumore, rumore”. Come scrivono sul sito, la melodia è ispirata alla canzone intitolata proprio “Rumore”, di Raffaella Carrà. E altre ancora colpiscono anche le personalità religiose cristiane: “Si parte. Si torna assieme, il corpo ci appartiene, siamo tutte p*ane. Il prete e l’obiettore dovran tremare. Se arrivan le m*tte, son botte, sono botte. Alé, Alé”. Una spirale di livore pericolosa, che rischia di coinvolgere qualche facinoroso con l’unico obiettivo di trovare un espediente dietro cui nascondersi.