Autori di sabotaggi elettrici
Germania, pericolo antifascista: il governo mette una “taglia” da un milione sul Gruppo Vulcano
La Germania ha deciso di prendere sul serio i sabotaggi energetici operati dagli antifascisti nella periferia di Berlino. Il 3 gennaio, gli antagonisti avevano lasciato 45mila famiglie senza corrente dopo aver provocato un guasto alla centrale tedesca Lichterfelde. Ora il governo federale ha annunciato una ricompensa da un milione di euro per chi riuscirà a fornire formazioni utili sul “Gruppo Vulcano”, la stessa organizzazione che aveva rivendicato l’attacco alle fonti elettriche della capitale come “protesta climatica”. «Stiamo intensificando la lotta contro l’estremismo di sinistra e il terrorismo di sinistra», ha affermato il ministro dell’Interno Alexander Dobrindt. Secondo le sue dichiarazioni, l’ufficio federale per la protezione della Costituzione stanzierà maggiori risorse umane e finanziarie per combattere il vandalismo antifascista.
Germania, pericolo antifascista: un milione a chi fornirà informazioni utili sul “Gruppo vulcano”
Dobrindt, per proseguire la campagna contro l’eversione rossa, conta sull’approvazione della “legge ombrello Kritis” al Bundestag, che consente l’attuazione della direttiva Ue per rafforzare la resilienza delle infrastrutture critiche. Tra l’altro, la normativa europea impegna i gestori a precise responsabilità, tra cui l’adozione di misure di sicurezza adeguate e la notificazione di eventuali incidenti o minacce. A distanza di 24 giorni dall’ultimo attacco alle infrastrutture energetiche, l’opposizione ha rinfacciato al governo e alle autorità di Berlino di essersi impegnata troppo poco.
La campagna del ministero dell’Interno
Dobrindt ha sottolineato che bisogna continuare a combattere anche l’estremismo di destra e l’islamismo radicale, ma ha ammesso che fino a questo momento l’estremismo di sinistra è stato trascurato e che l’azione di contrasto va accentuata. Inoltre, la rivendicazione del “Gruppo Vulcano” è stata considerata come autentica dalle autorità investigative e, secondo le altre istituzioni berlinesi, gli antagonisti che si riuniscono sotto quella sigla sono attivi dal 2011. Persino la lettera che prendeva le distanze dall’attacco, fatta pervenire successivamente da altri militanti che si identificavano come membri del “Gruppo Vulcano originario”, è stata giudicata originale.