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Francesco Rucco presenta il modello Veneto: “Responsabilità e concretezza, così FdI governa i territori”

L'intervista

Francesco Rucco presenta il modello Veneto: “Responsabilità e concretezza, così FdI governa i territori”

Il vicepresidente del Consiglio regionale illustra al Secolo il ruolo di Fratelli d'Italia nel dopo Zaia

Interviste - di Redazione - 29 Gennaio 2026 alle 13:19

Vicepresidente del Consiglio regionale del Veneto e consigliere più votato della provincia di Vicenza alle ultime regionali, Francesco Rucco arriva a Palazzo Ferro Fini dopo l’esperienza da Sindaco del capoluogo e presidente della Provincia berica. La sua presenza in questa legislatura si colloca in una fase di transizione per il centrodestra veneto, segnata dall’avvio del dopo-Zaia.

Vicepresidente Rucco, quale ruolo avrà Fratelli d’Italia in questa legislatura che apre di fatto il dopo Zaia?
«Fratelli d’Italia avrà un ruolo fondamentale. Siamo una forza centrale della coalizione, con una squadra di assessori che segue materie strategiche e con un gruppo di consiglieri regionali molto preparati. Il nostro contributo sarà quello di portare anche in Veneto il metodo del buon governo di Giorgia Meloni: serietà, decisioni chiare, attenzione ai territori».

Una certa stampa di Sinistra parla di una destra lontana dall’amministrazione concreta, è vero?
«Assolutamente no. Anzi, è vero il contrario. Se guardiamo alla composizione del Consiglio regionale e della Giunta, in particolare alla pattuglia di Fratelli d’Italia, troviamo molti sindaci ed amministratori locali. Persone che conoscono i bilanci, i problemi dei servizi, il rapporto diretto con i cittadini. Questa è classe dirigente del territorio.

Quanto conta, secondo lei, per un partito il radicamento territoriale oggi?
«Conta tutto. La politica che non passa dai territori è fragile. Noi abbiamo militanti, amministratori, consiglieri comunali che tengono insieme comunità reali, non solo consenso elettorale. È da lì che nasce una classe dirigente solida, ed è per questo che l’idea di una destra “non radicata” non regge alla prova dei fatti».

Guardando a questa legislatura, quali sono le priorità politiche che Fratelli d’Italia intende portare avanti in Veneto?
«La prima priorità è liberare le energie del nostro tessuto produttivo, sostenendo imprese e lavoratori. Il Veneto è riconosciuto come una Regione che funziona, sia sul piano economico sia su quello sanitario, ma non per questo può fermarsi. Accanto a questo, sanità e sociale restano centrali: garantire servizi di alta qualità e supportare chi è in difficoltà è una responsabilità assoluta. Un altro tema chiave sono le infrastrutture, non cattedrali nel deserto, ma opere utili a rendere il territorio più connesso e vicino ai cittadini, insieme a una visione seria di rigenerazione urbana e riqualificazione degli spazi».

In Veneto il tema del rapporto con la Lega è inevitabile. C’è chi parla ancora di un partito “padrone” della Regione. Come stanno realmente le cose?
«È una lettura sbagliata e, se posso dirlo, anche poco rispettosa. Il Veneto non è di un partito: il Veneto è dei veneti, punto. Il centrodestra governa come coalizione e il rapporto con la Lega è sano e leale, basato su un obiettivo comune: governare bene e portare risultati concreti ai cittadini. Ognuno porta il proprio contributo dentro una visione condivisa».

Lei è stato sindaco e presidente di Provincia. In queste settimane il tema della sicurezza è tornato al centro del dibattito. Che lettura dà da amministratore locale?
«La sicurezza è una cosa troppo seria e prioritaria per essere trasformata in una vetrina politica. Da amministratore locale so bene quali siano i limiti degli strumenti a disposizione dei sindaci, ma so anche che esistono responsabilità precise. Quello che colpisce, in queste settimane, è l’atteggiamento di alcuni sindaci della sinistra, accomunati dal tentativo di scaricare ogni responsabilità sul Governo, cercando allo stesso tempo visibilità sul piano nazionale. Lo vediamo a Milano, a Genova e anche a Vicenza: invece di affrontare i problemi con pragmatismo, si preferisce attaccare la premier per far polemica».

Quelle amministrazioni chiamano in causa lo Stato per le carenze di organico delle forze dell’ordine. È una critica fondata?
«È una critica quantomeno strumentale. Fa specie sentire lezioni sulla sicurezza da chi, quando era al governo nazionale, ha tagliato risorse e organici alle forze dell’ordine, basti pensare alla Legge Madia. Oggi il Governo sta invertendo la rotta, rimettendo la sicurezza al centro dell’agenda politica. Detto questo, anche i Comuni devono fare la loro parte: utilizzare fino in fondo la polizia locale e le politiche antidegrado. Continuare a fare scaricabarile non rende le città più sicure».

Guardando oltre i singoli temi, quale dovrebbe essere secondo lei la cifra politica del centrodestra nei prossimi anni, in Veneto come a livello nazionale?
«Responsabilità, concretezza e territorialità devono essere la cifra del centrodestra, dal più piccolo Comune fino a Roma, passando per il Veneto. L’obiettivo è decidere e dare risposte ai bisogni reali delle persone, senza rincorrere il dibattito del momento. Dobbiamo continuare su questa strada fatta di serietà e visione, mettendo sempre al primo posto l’interesse nazionale. È questa la risposta più efficace a una sinistra che vive di slogan e polemiche».

Prima di salutarci, vicepresidente Rucco, c’è un ultimo tema che vuole affrontare?
«Se posso, vorrei chiudere con un riferimento al referendum sulla giustizia del 22 e 23 marzo. Da avvocato, ma prima ancora da cittadino, ritengo che questa riforma sia un passaggio importante».

Prego.
«Il nostro sistema giudiziario ha bisogno di maggiore equilibrio, efficienza e credibilità. Il referendum va nella direzione di una giustizia più giusta, che rafforzi il principio del giudice terzo e imparziale e tuteli meglio i diritti dei cittadini davanti alla Giustizia. Non è una battaglia ideologica, ma una riforma di buon senso, che migliora il funzionamento dello Stato e il rapporto di fiducia tra cittadini e istituzioni».

 

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di Redazione - 29 Gennaio 2026