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Fondi ad Hamas, indagato l’uomo di Hannoun vicino al M5S. FdI: “I nostri timori erano fondati, Conte chiarisca”

Imbarazzi

Fondi ad Hamas, indagato l’uomo di Hannoun vicino al M5S. FdI: “I nostri timori erano fondati, Conte chiarisca”

Sulaiman Hijazi, un nome finito nel registro degli indagati per l’inchiesta sui finanziamenti ad Hamas sotto forma di beneficenza. L'inchiesta del Giornale riapre il caso degli incontri imbarazzanti con l'Albanese ed esponenti del movimento di Conte che FdI aveva da tempo segnalato

Politica - di Gabriele Alberti - 21 Gennaio 2026 alle 14:50

Fratelli d’Italia chiede lumi sui  Sulaiman Hijazi, un nome finito nel registro degli indagati per l’inchiesta sui finanziamenti ad Hamas sotto forma di beneficenza. Ne dà notizia un’inchiesta del Giornale, essendo stato proprio Hijazi il personaggio da cui tutto è iniziato. “Un selfie alla Camera con la relatrice speciale Onu Francesca Albanese datato 30 luglio. Poi una serie di incontri con parlamentari dell’opposizione: in primis la pentastellata Stefania Ascari o l’ex grillino Alessandro Di Battista; ma anche con il leader del Movimento 5 Stelle, Giuseppe Conte, che per mesi non ha spiegato se conoscesse Hijazi. E non lo ha fatto nemmeno dopo aver letto i post in cui Hijazi, il 7 ottobre del 2023, giorno del massacro commesso per mano di Hamas, scriveva “O Dio grazie”.

Indagato l’uomo di Hannoun vicino al M5S: FdI: Cosa dice Conte?

Al vaglio i soldi all’estero e le intercettazioni. Interviene Sara Kelany, responsabile del dipartimento Immigrazione di FdI: “È lui stesso ad affermare, intercettato, che i soldi raccolti dall’associazione benefica di Hannoun, attualmente in carcere con l’accusa di essere a capo della cellula italiana di Hamas, erano destinati non alla popolazione di Gaza ma all’organizzazione terroristica palestinese. A luglio del 2025 Hijazi era stato invitato in Parlamento dalla deputata Ascari del M5S– sottolinea Kelany- : la stessa che ha viaggiato in lungo e in largo per il Medio Oriente con Hannoun, per il quale sono state confermate le misure cautelari. In quella occasione anche la relatrice Onu, Francesca Albanese si fece un selfie con Hijazi prontamente pubblicato dall’uomo: Fratelli d’Italia denunciò immediatamente l’inopportunità della presenza nei palazzi delle istituzioni di un soggetto con sospetti legami con Hamas: che sui suoi profili social “ringraziava Dio” per il massacro del 7 ottobre. Timori che evidentemente erano fondati. Giuseppe Conte ancora intende mantenere questo imbarazzante silenzio per raggranellare qualche voto in più facendo propaganda su un conflitto drammatico; o deciderà finalmente di dissociarsi e stigmatizzare il comportamento dei suoi improvvidi deputati?”

Kelany: “I nostri timori erano fondati”

FdI vuole vederci chiaro: “Dopo attacchi e silenzi, ora i 5 Stelle spieghino i rapporti con Hijazi. Nell’ottobre 2023 presentai un’interrogazione parlamentare per chiedere chiarimenti sui rapporti intercorrenti tra un’associazione filopalestinese ritenuta sospetta e il Movimento 5 Stelle, in particolare tra l’allora presidente del Consiglio Giuseppe Conte e il presidente dell’associazione, Sulaiman Hijazi, con il quale era stato anche immortalato in una fotografia”. A ricordarlo è il deputato di Fratelli d’Italia, Antonio Baldelli.

Baldelli: “Presentai un’interrogazione , fui attaccato dai 5stelle…”

“Per quella interrogazione fui duramente attaccato dal Movimento 5 Stelle. Che arrivò a schierare persino l’ex sindaco di Torino, Chiara Appendino, nel tentativo di colpirmi sul piano politico e personale. Oggi, secondo quanto riportato dalle cronache giudiziarie, emerge che Sulaiman Hijazi sarebbe considerato dagli inquirenti il braccio destro di Mohammad Hannoun: accusato di finanziare Hamas. E risulterebbe attualmente indagato dalla Procura di Genova per terrorismo internazionale. Di fronte a questi fatti, è legittimo chiedersi che cosa abbiano ora da dire i vertici del Movimento 5 Stelle. Non pretendo scuse, che sarebbero tardive e inutili: ma il partito guidato da Giuseppe Conte ha il dovere di fornire spiegazioni chiare e immediate a tutti gli italiani”. C

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di Gabriele Alberti - 21 Gennaio 2026