L'incontro a Roma
“Fili di Luce”, il convegno per illuminare il senso delle pari opportunità lontano da ogni retorica
Auditorium John Coltrane Music School. Non un convegno da titoli preconfezionati. Non un esercizio di retorica.“Fili di Luce”, l’incontro promosso dal Dipartimento pari opportunità di FdI Roma, è stato un pomeriggio ruvido e vero, in cui le pari opportunità sono state riportate al loro significato più concreto: la possibilità reale di vivere con dignità.
“Fili di luce” per illuminare il senso profondo delle pari opportunità
Ad aprire i lavori è stata Lorena Vinzi, responsabile del Dipartimento, che ha chiarito subito il senso dell’iniziativa parlando di lavoro, famiglie, giovani e anziani non come “categorie”, ma come persone in carne e ossa. Il lavoro, ha ricordato Vinzim rilanciando la linea del partito, tradotta anche in azione di governo, è il primo volto della dignità: se manca il lavoro «non c’è casa, non c’è vita sociale, non c’è possibilità di costruire una famiglia».
Accanto all’organizzazione del Dipartimento, il convegno ha avuto un forte radicamento territoriale. Nei saluti iniziali, Flora Arcangeli, presidente del Coordinamento Fratelli d’Italia del Municipio V, ha richiamato l’importanza di una politica che nasce dall’ascolto quotidiano dei quartieri. Presente anche Cristina De Simone, responsabile del Dipartimento Inclusione, a testimonianza di un lavoro che tiene insieme fragilità e presa in carico reale delle persone.
Nuove prospettive per i giovani, ma c’è chi ancora fatica a vederle
Parlando di lavoro e giovani, Claudio Colonna di Gioventù nazionale ha portato dati difficili da aggirare. La disoccupazione giovanile è in netto calo, ma resta attorno al 25%. Le retribuzioni dei giovani sono in media più basse del 35% rispetto alla media generale. E poi c’è il dato che pesa più di tutti: i Neet, giovani che non studiano, non lavorano e non cercano lavoro, oggi al 15,2% in Italia, tra i valori più alti in Europa. Non una questione di pigrizia, ma di scoraggiamento. In una generazione di giovani cresciuti tra crisi economica, pandemia e precarietà strutturale, c’è ancora chi fatica a immaginare un futuro, sebbene gli ultimi anni parlino di nuove prospettive e risultati concreti.
Roma e le disuguaglianze che si misurano sui servizi
Il discorso si è poi spostato sulla città. Il consigliere comunale di Roma, Federico Rocca, ha posto una domanda semplice e scomoda: Roma è davvero una città delle pari opportunità? La risposta passa dai servizi. Dall’accesso alla scuola, alla mobilità, allo sport, alla cultura. Diritti che sulla carta sono uguali per tutti, ma che nella pratica cambiano in base al quartiere in cui si vive. Un diritto che non si riesce a esercitare, ha ricordato Rocca, resta un diritto solo teorico.
Le scelte politiche per fare delle pari opportunità un “diritto praticabile”
Il deputato e presidente di FdI Roma, Marco Perissa. ha affondato il colpo sul significato politico del tema. Le pari opportunità non sono uno slogan, ma una questione di accessibilità reale. Ha citato il pensiero di Amartya Sen e la distinzione tra diritti formali e diritti praticabili: se una persona ha diritto al lavoro ma non lo trova, o lo trova a tre ore di distanza e sottopagato, quel diritto resta sulla carta. Se il diritto allo studio esiste ma non è raggiungibile per motivi economici o logistici, non è un diritto esercitabile. La differenza, ha sottolineato, sta nelle scelte, come quelle compiute dal governo Meloni: non disperdere risorse in misure che non incidono sulle disuguaglianze strutturali, ma usarle per rendere i diritti concretamente accessibili.
Il record dell’occupazione femminile in Italia
La senatrice Ester Mieli ha richiamato i numeri. Oggi in Italia le donne occupate hanno superato i 10,3 milioni, un dato storico. Non basta, ha detto, ma è un segnale. Mieli ha richiamato il tema delle risorse: ogni scelta ha un costo e ogni spreco pesa sulle possibilità future. Ha ricordato l’impatto di misure come il Superbonus, sottolineando quanto quelle risorse avrebbero potuto incidere su lavoro, famiglia e politiche sociali.
I conti in ordine come prerequisito per politiche sociali stabili
Il punto di vista regionale è stato affidato all’assessore Marco Maselli. I conti in ordine, ha spiegato, non sono un feticcio tecnico, ma la condizione per politiche sociali stabili. Maselli ha parlato della legge delega sugli anziani, della presa in carico come cambio culturale: non più persone costrette a girare tra uffici e strutture, ma un sistema che le accompagna a domicilio, integrando sociale e sanitario. Ha citato le sperimentazioni avviate nel Lazio, gli investimenti su mobilità, disabilità, teleassistenza, e il rafforzamento dei servizi territoriali.
Libere di non dover scegliere: ecco la vera parità di genere
Il tema dell’equità tra uomo e donna è stato affrontato dalla vicepresidente della Commissione regionale Lavoro, Maria Chiara Iannarelli, che ha messo in guardia da una falsa idea di uguaglianza. «L’equità non è chiedere alle donne di rinnegare la maternità per realizzarsi», le donne, ha detto, vogliono potersi realizzare come professioniste, come madri, come persone intere. Negare che maternità e femminilità siano parte della loro identità significa impoverire l’intera società. Iannarelli ha richiamato anche il tema della scuola e della libertà educativa come strumento di pari opportunità reale.
La fragilità non ha un solo volto
Spazio anche alle nuove povertà e alla fragilità familiare con l’intervento dell’avvocato Flavia Siviero. Chiara del Guerra, assessore del VI Municipio, ha portato l’esperienza dell’unico sportello di ascolto rivolto anche agli uomini in difficoltà dopo una separazione in Italia. Un segnale importante: la fragilità non ha un solo volto. Lo psicologo Marco Mastrilli ha portato in sala il disagio che vede ogni giorno e che senza percorsi rapidi e accessibili diventa esclusione sociale. A chiudere il convegno è stata di nuovo Lorena Vinzi, con una citazione di San Francesco d’Assisi che ha tenuto insieme tutto il pomeriggio: «Cominciate col fare ciò che è necessario, poi ciò che è possibile. E all’improvviso vi sorprenderete a fare l’impossibile». Non uno slogan. Una direzione.