CERCA SUL SECOLO D'ITALIA

Femminicidio di Anguillara, il marito di Federica confessa

Orrore senza fine

Femminicidio di Anguillara, il marito crolla e confessa. Ma il movente non spiega tanta ferocia: 23 coltellate, bruciature e amputazioni

Cronaca - di Greta Paolucci - 21 Gennaio 2026 alle 17:27

L’orrore che ha sconvolto la comunità di Anguillara Sabazia ha finalmente un volto e un’ammissione di colpa. A quanto trapela al momento infatti, nel corso dell’interrogatorio di convalida del fermo per Carlomagno di oggi nel carcere di Civitavecchia – e al momento in cui scriviamo ancora in corso – l’uomo avrebbe ceduto davanti al giudice per le indagini preliminari e al procuratore capo Alberto Liguori, confessando l’omicidio della moglie, Federica Torzullo. Una ammissione delle proprie responsabilità che non mitiga, ma anzi accentua, i contorni di un delitto brutale e meticolosamente, quanto ferocemente, distruttivo. Per gli investigatori, l’uomo avrebbe ucciso la moglie perché non riusciva ad accettare la fine del matrimonio.

Femminicidio di Anguillara: Carlomagno ha confessato

Come d’altro canto drammaticamente emerso dai risultati dell’autopsia sulla vittima, che hanno delineato un quadro di una ferocia inaudita. Perché Federica non è stata solo uccisa. È stata colpita al collo e al volto. Il corpo presenta anche delle bruciature e parti del corpo amputate. Un accanimento quello con cui l’omicida ha infierito sulla vittima, che i medici legali descrivono anche solo attraverso il numero dei colpi: ventitré coltellate che hanno raggiunto il volto e il collo. Quasi a voler cancellare ogni traccia della sua persona, della sua esistenza. Non solo: l’esame autoptico ha confermato che la prima ferita, quella fatale, è stata inferta sul lato destro del collo da una mano mancina, caratteristica fisica che appartiene proprio a Carlomagno.

La dinamica dell’orrore: 23 fendenti e mutilazioni

Ma non è tutto. Il corpo della donna presenta amputazioni e segni di bruciature, tragici tentativi di nascondere le tracce di un’aggressione avvenuta con la vittima che cercava disperatamente di difendersi. L’uomo è ora accusato di omicidio aggravato (femminicidio) e occultamento di cadavere. Una formula che, per quanto dura, non arriva ancora a riassumere l’efferatezza di un delitto nato da un risentimento che sembra viscerale e inestirpabile.

La ricerca del movente nell’odio per la nuova vita di Federica

Allora, in base a quanto fin qui ricostruito, mentre secondo quanto apprende LaPresse, l’uomo starebbe rendendo piena confessione, gli inqurenti scavano all’origine di un delitto gratuitamente brutale. Alla base di tanta violenza ci sarebbe l’incapacità dell’uomo, ora in cella a Civitavecchia, di accettare la fine di un legame ormai logoro. E mentre Federica aveva già intrapreso un nuovo percorso sentimentale, condividendolo con i familiari, Carlomagno ne sarebbe venuto a conoscenza solo pochi giorni prima del delitto. Pertanto, è plausibile ipotizzare da parte degli inquirenti che la prospettiva di una separazione legale – con l’ormai imminente udienza in tribunale – e il timore di perdere l’affidamento del figlio, avrebbero armato la mano dell’uomo.

Già il 15 gennaio, prima ancora che il corpo venisse ritrovato, le autorità avevano saggiamente provveduto a togliere il bambino al padre, affidandolo ai nonni materni, quasi presagendo il baratro in cui Carlomagno era precipitato.

Femminicidio di Anguillara, il dolore del nuovo compagno della vittima

Ed è in questa tragica cornice che emerge la figura del nuovo compagno di Federica, un uomo di 47 anni travolto da un lutto e da una sofferenza inimmaginabili. «Me l’hanno strappata in modo atroce, il dolore è immenso», ha dichiarato. Sottolineando come la sua testimonianza sia stata fondamentale per fornire ai Carabinieri una “fotografia chiara” del clima che precedeva l’omicidio.

Non a caso, l’uomo – insieme a un’amica intima a cui Federica aveva confidato i propri timori durante la notte di Capodanno – potrebbe essere un testimone chiave nel processo. Le sue parole potrebbero essere utili a ricostruire gli ultimi giorni di vita della donna. E a capire se la vittima avesse realmente percepito il pericolo imminente che incombeva su di sé, e sul suo bambino.

Femminicidio di Anguillara, la confessione di un delitto atroce e un choc difficile da metabolizzare

Ad oggi, comunque, resta il fatto che con la confessione di Carlomagno si chiude la fase delle ipotesi e si apre quella, dolorosissima, della giustizia. E intanto, resta il vuoto lasciato da una giovane madre la cui colpa è stata solo quella di cercare una nuova felicità. Una seconda opportunità pagata con una ferocia che la comunità di Anguillara non potrà dimenticare facilmente…

Non ci sono commenti, inizia una discussione

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

di Greta Paolucci - 21 Gennaio 2026