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“Fanpage”? No: fan ridere. Editto talebano contro le statue di Montanelli e Almirante “da mettere alla gogna”

La denuncia di Fidanza (FdI)

“Fanpage”? No: fan ridere. Editto talebano contro le statue di Montanelli e Almirante “da mettere alla gogna”

Politica - di Marta Lima - 20 Gennaio 2026 alle 16:10

Nel 2001, il leader talebano Mullah Omar ordinò con un editto del 26 febbraio la demolizione dei Buddha di Bamiyan (statue del VI secolo), considerate idolatre, eseguita con dinamite e cannoni nonostante appelli Unesco. Nel 2015, l’Isis distrusse statue assire a Nimrud (2015) con bulldozer e demolì templi e statue a Palmira (2015), come il leone di Al-Lat, ordinato dai leader del Califfato per imporre la sharia radicale. Nel 2012, il gruppo islamista Ansar Dine, legato ad Al-Qaeda, ordinò la distruzione di nove mausolei Unesco a Timbuctù, accusati di idolatria.

“Fanpage” e l’editto contro le statue di Montanelli e Almirante

Nel 2026 un giornalista di Fanpage, Saverio Tommasi, che ha come idolo Tomaso Montanari, e questo spiega molte cose, professa “la gogna” per le statue del passato che rappresentano uomini a suo dire da mettere alla gogna. Indro Montanelli, il più grande giornalista italiano, Giorgio Almirante, il leader della destra del dopoguerra, democratica e rappresentata in Parlamento. “Quelli di Fanpage, e in particolare il solito fenomeno Saverio Tommasi, non valgono un’unghia dei grandi Giorgio Almirante e Indro Montanelli ma si permettono di attaccarli chiedendone la gogna perpetua’. Alla loro orrenda cancel culture preferiremo sempre la nostra grande Storia”, attacca Carlo Fidanza, capodelegazione al Parlamento europeo.

In un video, Tomasi si impegna ad elencare le strade dedicate a Giorgio Almirante, si indigna perché a Roma c’è una piazza dei Cinquecento, “che ricorda una battaglia coloniale in Eritrea”, mentre “a Orbetello esiste un quartiere chiamato Neghelli, come la città etiopica bombardata con armi chimiche da Graziani”, quindi Indro Montanelli. “giornalista celebrato, cui Milano ha dedicato una statua nel 2006. Montanelli fu un convinto sostenitore del colonialismo fascista e dell’inferiorità delle “razze negre”, e via discorrendo. L’ispirazione Tommasi l’ha tratta da un libro di Tomaso Montanari, noto intellettuale imparziale, distaccato, rispettoso della controparte politica.

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di Marta Lima - 20 Gennaio 2026