Numeri a confronto
Espulsioni e morti negli Usa: il record sotto Obama. Ma la sinistra italiana lo cita come testimonial per attaccare Meloni
Con Trump alla Casa Bianca la sinistra si ricorda della polizia violenta negli Usa. E ora ne chiede anche conto al governo italiano, che da Roma dovrebbe rispondere di ciò che avviene a Minneapolis, entrando nel merito delle questioni interne di un altro Stato
C’è un risvolto tutto italiano nella vicenda Ice, lo scontro che si sta consumando negli Usa sulla polizia anti-immigrazione e sull’uso della forza che si sarebbe inasprito ferocemente da quando c’è Donald Trump. Si tratta del modo in cui la sinistra italiana sta cavalcando il caso in chiave anti-governo, confermando due dati: il primo la necessità di appellarsi a questioni estere, rispetto alle quali non si capisce bene quale potrebbe essere il ruolo in partita del governo italiano, se non quello di incaricarsi, secondo coloro, di entrare nel merito di questioni che attengono tutte alle politiche interne di un altro Stato; il secondo è il consueto doppiopesismo che appare come elemento strutturale del loro modo di intendere la politica e che si manifesta nell’indignazione a corrente alternata non in base a cosa, ma in base a chi.
L’Ice strumento di tutti i presidenti Usa dal 2003
Intanto, un po’ di storia: la United States Immigration and Customs Enforcement, abbreviato Ice, non nasce con Trump, ma viene istituita nel 2003, sotto il Dipartimento per la sicurezza interna (Dhs). Da allora tutti i presidenti Usa, democratici o repubblicani che siano stati, non solo non l’hanno mai smantellata, ma ne hanno fatto largo uso.
Quando Obama si guadagnò il titolo di «capo dei deportatori»
Lo stesso Barack Obama, che dopo l’omicidio di Alex Pretti ha lanciato l’allarme sul fatto che «molti dei valori fondamentali della nostra Nazione sono sempre più sotto attacco», ne è stato un “campione”. Al punto da guadagnarsi nel 2014 l’appellativo di «capo dei deportatori». Secondo i dati del Transactional Records Access Clearinghouse di Syracuse, un’organizzazione indipendente per la raccolta e l’elaborazione di dati dell’Università di Syracuse, nello Stato di New York, durante le presidenze Obama ci sono stati circa 3,1 milioni di espulsioni, con un picco di 407mila nel 2012, e 56 morti in custodia.
Arriva Trump, la sinistra italiana in ginocchio per le violenze della polizia Usa
Nei quattro anni successivi, durante la prima presidenza Trump, le espulsioni si sono attestate intorno al milione, le morti in custodia, secondo fonti giornalistiche, 51. Risale a questo periodo anche la morte di George Floyd, che diede vita al Black live matters e che avvenne anch’essa a Minneapolis, sebbene non a opera dell’Ice, ma del dipartimento di polizia cittadino. La sinistra italiana reagì con un trasporto allora senza precedenti, arrivando alla famosa genuflessione alla Camera guidata da Laura Boldrini. E sarà forse solo un caso che anche all’epoca ci fosse Trump alla Casa Bianca, ma non risultato gesti ugualmente eclatanti – forse non ne risultano in assoluto – per le morti in custodia avvenute sotto Obama.
Sotto Biden 26 morti: qualcuno se n’è accorto in Italia?
Un calo sembra essersi registrato sotto l’amministrazione Biden, che però ha spostato maggiormente l’attenzione sull’attraversamento illegale dei confini e sui rimpatri volontari (con l’ammissione da parte degli stranieri di essere entrati illegalmente negli Usa). Secondo il sito migrationpolicy.org, comunque le espulsioni conteggiate a giugno 2024, dunque sei mesi prima della fine del mandato, si attestavano a 1,1 milioni, delle quali 591mila forzate. Le morti in custodia, secondo il sito truenumbers.it – che fa riferimento ai dati periodicamente rilasciati dall’Ice – durante la permanenza di Biden alla Casa Bianca sarebbero state 26. Anche per queste non si ha memoria del fatto che la sinistra italiana abbia chiesto al nostro governo nazionale di condannare la presidenza Usa.
Se la sinistra italiana chiede conto a Roma di ciò che avviene a Minneapolis
E arriviamo ai giorni nostri. È vero che, secondo i già citati Ice, nel 2025 ci sarebbe stato un picco di morti in custodia nel 2025 (30), ma se “ogni vita conta”, colpisce comunque che Pd, Avs, M5S si risveglino quando arriva Trump alla Casa Bianca. Ancora di più colpisce che chiedano conto a Roma di ciò che avviene a Minneapolis. Scegliendo anche – e pure questa non è una novità – il loro papa straniero. «Il monito lanciato da Barack Obama è chiarissimo: sono in discussione democrazia e libertà», ha detto Bonelli, come sempre ineffabile.