Caro bollette
Energia, l’Italia non si ferma e investe su quelle alternative: biometano e nucleare al centro
Sfbm rilancia l'idea e la possibilità di una mobilità ad idrogeno, mentre a breve il Parlamento darà il via alla realizzazione degli impianti nucleari
Il governo italiano non pensa solo a fronteggiare il caro bollette, come già annunciato dal ministro per l’ambiente, Pichetto Fratin, ma investe sulle energie alternative per evitare di dipendere troppo dal fossile. E il biometano e il nucleare sono al centro delle strategie per il futuro.
Biometano
“Si parla molto di idrogeno come vettore capace di affiancare l’elettrico. Ci siamo chiesti se si potesse accompagnare questa evoluzione partendo da ciò che già esiste, metano e biometano, introducendo gradualmente l’idrogeno in miscela. Abbiamo testato miscele con percentuali crescenti di idrogeno fino al 60% (con 40% di biometano) e le bombole non sono risultate minimamente danneggiate”. Lo ha detto Marco Mele, Amministratore Unico della Servizi Fondo Bombole Metano (società pubblica), in una intervista a “il Riformista”. Il biometano è una priorità. “L’idea- dice Mele- è di accompagnare gradualmente il Paese verso soluzioni sempre più pulite: prima valorizzando i mezzi a biometano, poi aumentando nel tempo la componente di idrogeno, fino a immaginare, in prospettiva, una mobilità a idrogeno”.
Il nucleare
Il governo ha approvato e presentato un disegno di legge delega per definire la cornice giuridica necessaria al ritorno della produzione nucleare nel Paese. L’iter parlamentare è in corso alla Camera all’inizio del 2026, con l’obiettivo di stabilire le regole per l’autorizzazione di nuovi impianti.
Il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica ha integrato il nucleare nel Piano Nazionale Integrato per l’Energia e il Clima (PNIEC) come fonte complementare alle rinnovabili per raggiungere la neutralità carbonica entro il 2050.
Non dipendere più dal fossile
L’Italia ha ridotto il fabbisogno di gas dopo la guerra in Ucraina. Nel 2024 il consumo è sceso a circa 61,7 miliardi di metri cubi (bcm), il livello più basso degli ultimi 15 anni. Rispetto ai circa 76 bcm del 2021, la domanda è calata di quasi il 19-20% in tre anni.
: Nonostante il rimbalzo del 2025, il Piano Nazionale Integrato per l’Energia e il Clima (PNIEC) prevede di scendere a circa 48-50 bcm annui entro il 2030 per rispettare i target di decarbonizzazione. Risparmiando anche sulle bollette.