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Cafiero De Raho

Una polemica assurda

Dossieraggi, De Raho paragona la Commissione Antimafia ai ‘casalesi’, FdI: “Vergognose dichiarazioni”

L'ex magistrato ora parlamentare Cinquestelle paragona Palazzo San Macuto al clan camorristico: reazioni indignate dalla politica

Politica - di Paolo Desideri - 15 Gennaio 2026 alle 14:14

Federico Cafiero De Raho, già Procuratore della Repubblica di Reggio Calabria e di Napoli della Dda e oggi parlamentare di Cinquestelle, paragona la Commissione Parlamentare Antimafia, che indaga sui dossieraggi, alle minacce ricevute dal clan dei casalesi, legato alla camorra. Un parallelo assurdo che ha scatenato le reazioni di Fratelli d’Italia.

La vicenda

Tutto nasce dalla vicenda del finanziere Pasquale Striano, con le sue centinaia di migliaia di incursioni informatiche nelle banche dati più delicate del paese: non agiva in modo “individuale e occasionale” ma come una sorta di “agente sotto copertura.  Il coinvolgimento di Cafiero De Raho, secondo Palazzo San Macuto, è talmente evidente che la bozza di relazione accusa le due Procure che hanno indagato sulla vicenda di averlo trattato con “eccessiva benevolenza“. E il magistrato napoletano ha reagito duramente, accusando la Commissione Antimafia di essere sostanzialmente al pari dei casalesi, il clan dei camorristi tristemente famoso per le azioni di criminalità. “Quello che sto subendo- ha detto De Raho- l’ho subito dai casalesi”.

FdI: “Chieda scusa”

Immediata la reazione di Fratelli d’Italia. “Il deputato del Movimento cinque stelle, Cafiero De Raho, farebbe bene a chiedere scusa per le evidenti inefficienze del sistema di controlli e per i vuoti di vigilanza dei tempi in cui era Presidente della commissione parlamentare antimafia. Vuoti che. come bene evidenziato dal presidente Colosimo, di fatto hanno consentito fuga di dati personali ei dossieraggi realizzati da Striano.E’ gravissimo che, invece, al posto di farlo, provi a sollevarsi da ogni responsabilità paragonando l’azione dell’antimafia nei suoi confronti a quella De casalesi”.  Così il vicecapogruppo alla Camera, Augusta Montaruli. 

Salvo Sallemi, componente della commissione Antimafia, aggiunge che, “La verità è che grazie alla commissione Antimafia e al lavoro del Presidente Colosimo oggi si conoscono dettagli di una vicenda che è stata velata da ombre per troppo tempo”.

Sandro Sisler, componente di Palazzo San Macuto, dice che si tratta di, “affermazioni gravi che pongono oggettivamente la necessità di valutare l’opportunità della partecipazione ai lavori della Commissione per coloro che sono comunque oggetto di vicende attenzionate alla stessa De Raho farebbe bene a riflettere prima di spingersi a rilasciare interviste così fatte, considerato che non risulta in ogni caso indagato”.

Gasparri: “No ad autoassoluzioni”

 Sulla vicenda interviene anche Maurizio Gasparri, capogruppo dei senatori di Forza Italia. “Non accettiamo i tentativi dilatori della sinistra. E ci fanno sorridere le autoassoluzioni di Cafiero De Raho e certe persone che scendono in suo soccorso dopo aver ottenuto condanne definitive e che, quindi, non hanno certo il titolo da garantire per altri, Cafiero De Raho di trovare difensori con una credibilità Giustizia migliore della Procura nazionale antimafia è uno dei più grandi scandali della storia repubblicana. Evidentemente il dossieraggio è un vizio che la sinistra coltiva da via Giulia allo studio di Bellavia”.

 

 

 

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