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Delitto di Anguillara: al marito di Federica Torzullo contestato il nuovo reato di femminicidio. FdI: è una svolta nella giurisprudenza

La prima volta

Delitto di Anguillara: al marito di Federica Torzullo contestato il nuovo reato di femminicidio. FdI: è una svolta nella giurisprudenza

Cronaca - di Luigi Albano - 20 Gennaio 2026 alle 16:35

La Procura di Civitavecchia contesta il nuovo reato di femminicidio a Claudio Carlomagno, l’uomo che ha ucciso la moglie Federica Torzullo e l’ha sotterrata in un canneto alle spalle della sua azienda ad Anguillara. I pm hanno modificato la fattispecie alla luce delle risultanze investigative. A questo punto l’uxoricida, che è indagato anche per occultamento di cadavere, rischia l’ergastolo.

Secondo quanto scrivono i pm della procura della Repubblica di Civitavecchia, che hanno delegato le indagini ai carabinieri del nucleo investigativo di Ostia, il marito dopo aver ucciso la moglie, nella loro abitazione avrebbe tentato di bruciare il cadavere e di farlo a pezzi prima di sotterrarlo. Gli inquirenti intanto stanno analizzando anche il computer di Carlomagno per capire se avesse premeditato di uccidere la moglie.

Campione (FdI): “Contestazione del nuovo reato è svolta nel diritto”

«Nulla potrà ridare Federica Torzullo ai suoi affetti – commenta la senatrice di Fratelli d’Italia Susanna Donatella Campione – ma la contestazione del nuovo reato di femminicidio, che avviene per la prima volta dopo l’approvazione della norma che prevede la fattispecie ad hoc, è un segnale importante per contrastare un fenomeno che il governo Meloni intende debellare con ogni mezzo a sua disposizione. Il legislatore sta attuando tutto quanto è nella sua facoltà per porre un argine a un fenomeno aberrante».

Come ricorda la senatrice di FdI, che è componente della Commissione Giustizia di Palazzo Madama e componente della commissione bicamerale contro la violenza sulle donne, «la nuova fattispecie di reato prevista dall’articolo 577 bis del codice penale, introdotta con un disegno di legge approvato lo scorso anno, prevede la pena dell’ergastolo per ‘chiunque cagiona la morte di una donna quando il fatto è commesso come atto di odio o di discriminazione o di prevaricazione o come atto di controllo o possesso o dominio in quanto donna, o in relazione al rifiuto della donna di instaurare o mantenere un rapporto affettivo o come atto di limitazione delle sue libertà individuali», rimarca la senatrice Campione.

«Nel caso di Federica Torzullo – conclude la parlamentare di FdI – appare allo stato, sempre che l’ipotesi accusatoria sia confermata, che sia stato proprio il suo rifiuto di proseguire la relazione a causarne la morte. Si tratta quindi di un passaggio storico nella giurisprudenza e confidiamo che segni anche una svolta nel contrasto a ogni Femminicidio».

Semenzato: “Femminicidi in calo, col nuovo reato previsto il massimo della pena, l’ergastolo”

«L’ultimo Report del Servizio Analisi Criminale del ministero dell’Interno sugli omicidi volontari conferma, anche relativamente all’anno 2025 , una riduzione delle vittime di genere femminile in ambito familiare/affettivo (-16%)», sottolinea Martina Semenzato, presidente della Commissione parlamentare di inchiesta sul femminicidio, nonché su ogni forma di violenza di genere deputata di Coraggio Italia e del gruppo parlamentare di Noi Moderati.

«Raccontare i numeri – prosegue Semenzato – è fondamentale per continuare a lavorare in maniera sinergica. Certo non hanno anima e non raccontano la sofferenza, come il terribile caso di Federica Torzullo che è un monito a non abbassare la guardia». Con l’occasione anche l’esponente di Noi Moderati ricorda che «per la prima volta la Procura di Civitavecchia ha formalmente contestato il nuovo reato di femminicidio a Claudio Carlomagno, l’uomo che ha ucciso la moglie Federica Torzullo. La volontà è quella di applicare la nuova fattispecie di reato autonomo prevista dall’articolo 577 bis del codice penale, introdotto dalla Legge n. 181 del 2025, di iniziativa governativa e approvata alla unanimità dal Parlamento. Con questa riforma si riconosce la specificità: l’uccisione di una donna in quanto donna, quando la violenza nasce da odio, discriminazione, controllo, possesso o dominio. In tutti questi casi la pena sarà quella massima prevista dall’ordinamento, cioè l’ergastolo. Occorre, comunque, lavorare sulla prevenzione. È fondamentale tutelare le donne sin dai primi campanelli di allarme».

 

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di Luigi Albano - 20 Gennaio 2026