Giornalismo e privacy
Decine di chat tra Ranucci e a Boccia: i colloqui segreti nell’inchiesta sullo stalking a Sangiuliano
Telefono bollente, potrebbe essere il titolo del filone d’inchiesta sullo stalking ai danni dell’ex ministro Gennaro Sangiuliano, dopo la notizia – pubblicata oggi dal Giornale – dell’acquisizione agli atti di decine di chat intercorse tra Sigfrido Ranucci e Maria Rosaria Boccia, indagata in quel procedimento. Il procuratore aggiunto Giuseppe Cascini e il pm Giulia Guccione indagano anche sulla registrazione della telefonata privata tra Sangiuliano e la moglie Federica Corsini, insieme al marito parte offesa nel procedimento a un passo dal dibattimento. Nell’inchiesta sono elencati trentatré episodi di stalking di cui la Boccia dovrà rispondere davanti ai giudici. Nella telefonata l’imprenditrice di Pompei «imponeva a Sangiuliano di tenere aperta la conversazione telefonica con lei mentre lui, che si trovava presso l’abitazione privata di San Marino, confessava alla moglie Federica Corsini la relazione extraconiugale e contestualmente il litigio che ne scaturiva, così procurandosi indebitamente notizie attinenti la loro vita privata». Quella telefonata fu poi divulgata da “Report” dopo essere stata offerta a Luca Telese e da lui rifiutata. Dietro quella messa in onda, racconta oggi Il Giornale, si nascondono le lunghe chat tra Ranucci e la Boccia, nate sotto l’egida dell’attivismo politico e ben presto passate da Sangiuliano ad altri nomi importanti del centrodestra
Nel mirino degli inquirenti le chat tra Ranucci e Boccia
“Dietro quella messa in onda, oltre all’obiettivo di mettere nel mirino il governo, oggi si nascondono le lunghe chat tra Ranucci e la Boccia, nate sotto l’egida dell’attivismo politico e ben presto passate da Sangiuliano ad altri nomi importanti del centrodestra. Non solo politici, ma anche attacchi a giornalisti non schierati a sinistra e elucubrazioni sui massimi sistemi di un teatrino mediatico dove la notizia col fango arriva prima che qualsiasi ipotetico illecito sia mai avvenuto. Una sorta di allucinazione condivisa, in cui Ranucci e la donna, che grazie alle macchinazioni sfociate in stalking è diventata l’idolo della sinistra per quella liaison con l’allora titolare della Cultura, vedono complotti dove non ci sono…”, scrive Il Giornale.