La strage di Capodanno
Crans-Montana, Meloni durissima: l’ambasciatore torna in Svizzera solo con una «effettiva collaborazione»
La premier ha ricevuto il diplomatico a Palazzo Chigi: la piena ripresa delle relazioni subordinata al lavoro congiunto di autorità giudiziarie e team investigativi. La Squadra mobile italiana già pronta ad affiancare la polizia svizzera
Il rientro in Svizzera dell’ambasciatore italiano, Gian Lorenzo Cornado, sarà subordinato all’avvio di «un’effettiva collaborazione tra le Autorità giudiziarie dei due Stati e all’immediata costituzione di una squadra investigativa comune affinché vengano accertate, senza ulteriori ritardi, le responsabilità della strage di Crans-Montana del 1° gennaio 2026». A renderlo noto è stata la presidenza del Consiglio, dopo un incontro tra Giorgia Meloni e il diplomatico a Palazzo Chigi. Cornado è stato richiamato a Roma per consultazioni sabato, dopo la notizia della scarcerazione del proprietario di Le Constellation di Crans-Montana, Jaques Moretti.
Meloni incontra l’ambasciatore Cornado
«Il presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, ha ricevuto oggi a Palazzo Chigi l’Ambasciatore d’Italia in Svizzera, Gian Lorenzo Cornado, richiamato a Roma, d’intesa con il ministro degli Esteri Antonio Tajani, alla luce della decisione del Tribunale delle Misure Coercitive di Sion di disporre la scarcerazione di Jacques Moretti», si legge nella nota, che spiega che all’incontro hanno partecipato anche il sottosegretario Alfredo Mantovano e l’avvocato generale dello Stato Gabriella Palmieri Sandulli. Dopo l’incontro con Meloni, l’ambasciatore ha incontrato Tajani.
L’Italia pretende immediata collaborazione giudiziaria e investigativa
Secondo quanto emerso in giornata, il team investigativo italiano sarà composto da agenti della Squadra mobilie, già pronti ad affiancare gli investigatori svizzeri per l’assunzione delle prove nell’ambito della rogatoria inviata dalla procura di Roma sulla strage di Capodanno, che ha causato 40 morti e 116 feriti. Con la rogatoria i pm capitolini chiedono gli atti, la lista degli indagati, i documenti relativi ai controlli e alle autorizzazioni del comune di Crans-Montana, anche sui materiali utilizzati nel locale in cui è divampato l’incendio in cui sei ragazzi italiani hanno perso la vita. Una volta ricevuto l’incartamento, i magistrati capitolini procederanno alle iscrizioni nel registro degli indagati dei gestori del bar, oltre a Jaques Moretti anche la moglie Jessica, e di eventuali altre posizioni.
La squadra mobile pronta ad affiancare la polizia svizzera
Nel fascicolo aperto a piazzale Clodio la procura procede per disastro colposo, omicidio plurimo colposo, incendio e lesioni gravissime aggravate dalla violazione della normativa antinfortunistica e ha fatto eseguire gli esami autoptici sulle vittime italiane, delegando le procure di Milano, Bologna e Genova. Entro febbraio inoltre i pm capitolini si recheranno in Svizzera per un incontro con i magistrati vallesi.