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Crans Montana accorda assistenza giudiziaria all’Italia

È deciso... finalmente

Crans Montana, la Procura del Canton Vallese ha accolto la richiesta dell’Italia: ora giustizia per i nostri ragazzi

Cronaca - di Lorenza Mariani - 30 Gennaio 2026 alle 20:26

Il fumo della tragedia di Capodanno a Crans-Montana non si è ancora diradato, ma ora, finalmente, si apre uno squarcio nel muro del silenzio. La Procura del Canton Vallese ha concesso l’assistenza giudiziaria alla Procura di Roma: un atto dovuto, certo, ma fondamentale per dare un nome e un cognome ai responsabili dell’incendio al bar Le Constellation che è costato la vita a quaranta persone. Tra loro, sei giovani italiani, sei vite spezzate nel fiore degli anni mentre avrebbero dovuto festeggiare il futuro, e di certo non incontrare la morte.

Crans-Montana, la Procura vallesana accorda assistenza giudiziaria all’Italia

Dunque, ci siamo: la Procura del Canton Vallese ha accolto la richiesta di assistenza giudiziaria presentata dalla Procura di Roma in relazione all’incendio scoppiato la notte di Capodanno al bar Le Constellation di Crans-Montana e costato la vita a 40 persone, tra cui sei giovani italiani. Lo ha annunciato una portavoce dell’Ufficio federale di giustizia Ingrid Ryser, l’autorità competente in materia, all’emittente Radio Srf. Concretamente, questo significa che le autorità italiane avranno accesso alle prove già raccolte.

Niente sconti a metà febbraio: quando è previsto un primo incontro tra le autorità dei due Paesi

Di più. Dato che tra le vittime ci sono anche cittadini italiani «ha senso che le due autorità inquirenti si uniscano. Mettano in comune le risorse e lavorino congiuntamente a questo procedimento penale», ha spiegato la Ryser. Pertanto, a metà febbraio è previsto un primo incontro tecnico tra le autorità penali dei due Paesi. E in tutta questa circostanza, e in quell’occasione in particolare, l’Ufficio federale di giustizia sarà presente con l’obiettivo di «chiarire i dettagli della collaborazione e coordinare le procedure», ha precisato la portavoce.

Da Crans Montana all’Italia: un fronte comune contro l’orrore

Dunque, ci siamo. La decisione svizzera di accogliere la rogatoria dei magistrati capitolini è il segnale che l’Italia non intende restare a guardare. Le autorità inquirenti dei due Paesi uniranno le forze, mettendo in comune prove, rilievi e testimonianze. Come sottolineato dall’Ufficio federale di giustizia elvetico, «ha senso che le due autorità si uniscano». Noi ci sentiamo di aggiungere di più: che è imperativo. Perché quando ci sono di mezzo cittadini italiani, lo Stato ha l’obbligo morale di entrare nel cuore delle indagini, per verificare che ogni protocollo di sicurezza sia stato rispettato. E che non ci siano state omissioni fatali in quel locale trasformato in una trappola di fuoco.

Crans Montana-Italia: ora giustizia per i nostri sei ragazzi (e non solo)

In sintesi, allora: la Procura del Canton Vallese ha concesso l’assistenza giudiziaria all’Italia nell’ambito dell’inchiesta sull’incendio scoppiato la notte di Capodanno a Crans-Montana. La decisione segue la rogatoria presentata dalla Procura di Roma ed è stata confermata dall’Ufficio federale di giustizia, autorità centrale per la cooperazione giudiziaria internazionale.

Un fonte comune contro l’orrore

La motivazione riguarda il fatto, basilare, che tra le vittime della tragedia figurano anche cittadini italiani: un dato imprescindibile, che impone – e al tempo stesso, dunque, garantisce – alla magistratura italiana l’apertura di un procedimento penale. Pertanto, come rileva in queste ore il sito del Tgcom24 tra gli altri, «la collaborazione tra le due autorità inquirenti viene considerata non solo opportuna, ma funzionale».

L’obiettivo è mettere in comune risorse e competenze

Stante così le cose, secondo quanto precisato dall’Ufficio federale di giustizia, le autorità italiane avranno accesso alle prove già raccolte in Svizzera. L’assistenza avverrà nel rispetto delle garanzie legali previste per le parti potenzialmente coinvolte. L’obiettivo è mettere in comune risorse e competenze, favorendo uno scambio diretto di informazioni. Pertanto, il primo incontro tecnico è fissato per metà febbraio. Sarà quello il momento della verità: il tavolo in cui si coordineranno le procedure investigative. L’accesso alle prove raccolte in Svizzera permetterà ai nostri inquirenti di fare luce su quella maledetta notte di San Silvestro.

Crans Montana-Italia, un confronto legittimo per onorare la memoria dei nostri ragazzi

L’Ufficio federale di giustizia accompagnerà il confronto, con il compito di chiarire i dettagli della collaborazione e coordinare le procedure investigative. Perché il governo e la magistratura italiana hanno il dovere di onorare la memoria di quei sei ragazzi. Non si tratta solo di burocrazia internazionale o di fredda assistenza giudiziaria: è una questione di dignità nazionale. Lo dobbiamo alle famiglie che piangono un vuoto incolmabile. Motivo per cui la giustizia non conosce confini…

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di Lorenza Mariani - 30 Gennaio 2026