Il dolore e la solidarietà
Crans Montana, la mamma di Achille Barosi accende una luce nel lutto più grande: «Siate orgogliosi di essere italiani»
Alla camera ardente di Achille, la mamma ringrazia l'Italia per quello che ha fatto, si dice orgogliosa della risposta del Paese alla tragedia e invita gli amici del figlio a condividere questo sentimento
Sono state riportate a casa le salme dei ragazzi italiani morti nella tragedia di Crans Montana: i due amici milanesi Achille Barosi e Chiara Costanzo, il bolognese Giovanni Tamburi, il genovese Emanuele Galleppini, il romano Riccardo Minghetti, tutti 16enni. È stata riportata invece a Lugano, dove viveva, Sofia Prosperi, cittadina italo-svizzera che di anni ne aveva 15. Le cinque bare bianche, rientrate con un volo di Stato, sono state accolte a Milano e a Roma dai rappresentanti delle istituzioni, da Ignazio La Russa ai ministri Antonio Tajani e Andrea Abodi.
L’abbraccio del Paese alle vittime di Crans Montana
Milano e Bologna hanno proclamato il lutto cittadino per il giorno delle esequie dei propri giovani cittadini, il 7 gennaio. Per la stessa data, che coincide con il rientro in aula dopo le vacanze di Natale, il ministro dell’Istruzione, Giuseppe Valditara, ha chiesto alle scuole di osservare un minuto di silenzio. Segni dell’abbraccio collettivo del Paese verso queste giovani vittime e le loro famiglie. «Le istituzioni non sono un fredda macchina burocratica, ma sono uomini, persone in carne e ossa», ha detto il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, parlando del rientro delle salme a bordo di un volo di Stato messo a disposizione all’aeronautica, a sua volta tassello del supporto assoluto garantito fin dalle primissime fasi della tragedia e destinato a durare nel tempo anche per i feriti.
Il ruolo dell’Italia nella gestione dell’emergenza
«Non li abbiamo lasciati solo neanche un minuto, quanto l’Italia sia stata vicina ai nostri connazionali», ha detto ancora Tajani, spiegando che «faremo di tutto e faranno di tutto per curare questi ragazzi che sono vittime innocenti di una tragedia per la quale bisogna accertare anche le responsabilità». I feriti italiani sono 14, anche loro sono tutti rientrati per essere assistiti dai nostri ospedali d’eccellenza. Solo un nostro connazionale è ancora in Svizzera, perché le sue condizioni non consentono il trasferimento. L’Italia inoltre, attraverso il capo della Protezione civile Fabio Ciciliano, ha confermato la propria disponibilità a curare anche cittadini di altra nazionalità, oltre che quella a dare pieno supporto tecnico alle autorità svizzere per il difficile riconoscimento delle vittime.
«Oggi mettiamo un punto alla prima fase di gestione dell’emergenza che il sistema Paese ha messo in piedi dopo l’incendio a Crans Montana», ha detto Ciciliano, spiegando che «la Svizzera è un Paese che è abituato a essere molto preciso sulle procedure, ha dei protocolli rigidi anche durante le emergenze, però non è abituata a gestire l’imprevisto e quindi la presenza italiana ha facilitato senza dubbio le procedure da accelerare, sotto tutti gli aspetti».
La commoventi parole della mamma di Achille Barosi
Più delle parole di Ciciliano, però, a dare la misura di quale sia stato l’apporto operativo e morale del nostro Paese in un frangente così drammatico non solo per noi e per la Svizzera, ma per l’Europa – che piange anche vittime di nazionalità francese, portoghese, belga e britannica – sono state le parole di due mamme. Quelle della mamma di Giovanni Tamburi che in collegamento telefonico con la trasmissione Zona Bianca ha detto di tenerci a ringraziare Giorgia Meloni per l’umanità dimostrata in una telefonata rimasta riservata fino a quel momento. E quelle mamma di Achille Barosi, pronunciate davanti ai ragazzi arrivati alla camera ardente per l’ultimo saluto al figlio: «Sono orgogliosa di essere italiana, voi dovete essere orgogliosi di esserlo. Grazie per tutto quello che hanno fatto».
L’invito di Meloni a politica e istituzioni: una messa per ricordare i ragazzi. Anche con Mattarella
Secondo quanto trapelato, la premier avrebbe invitato per il pomeriggio di venerdì 9 gennaio il presidente della Repubblica, tutti i leader della maggioranza, ma anche quelli dell’opposizione, oltre che i presidenti di Camera e Senato, i ministri e il sindaco di Roma, Roberto Gualtieri, per una messa per commemorare le sei giovani vittime. La presidente del Consiglio, secondo quanto emerso, avrebbe invitato i leader dei partiti attraverso un sms informale, mentre per Sergio Mattarella l’invito per recarsi alla Basilica dei Santi Ambrogio e Carlo al Corso, nel cuore di Roma, sarebbe arrivato per vie ufficiali. «Un momento di cordoglio unificante di fronte alla tragedia e al dolore delle famiglie», sarebbe un passaggio del messaggio inviato dal sottosegretario Alfredo Mantovano ai leader dell’opposizione.