Amnesie di Elly &Co
Cos’è la “maggioranza Venezuela” in Europa e perché sbugiarda la sinistra: quando il Pd si sfilò dalla condanna di Maduro
Era il 19 settembre del 2024 quando le sinistre europee non votarono la risoluzione di condanna della narco-dittatura venezuelana: fare fronte contro le destre valeva più dei diritti umani
Le parole hanno un peso e anche i tempi in cui vengono espresse. Il Pd “dribbla” con disinvoltura entrambi nel caso Venezuela. Elly Schlein ha riunito la segreteria der per produrre una dichiarazione di condanna del blitz americano sotto il profilo del diritto internazionale. Ma poi ha aggiunto: “Come Partito Democratico abbiamo sempre condannato il regime brutale di Maduro e le sue azioni repressive”. L’ha seguita con una dichiarazione fotocopia il responsabile esteri dem, Giuseppe Provenzano: “Il Pd in questi anni ha dato impulso a tutte le iniziative in Parlamento di condanna verso il regime di Maduro per la violazione dei diritti umani”. Peccato che gli atti del Parlamento europeo raccontino tutta un’altra storia: ossia, di come il partito si sfilò dal condannare la narco dittatura di Maduro, come richiedeva una risoluzione, poi approvata comunque con il voto compatto delle destre e del Partito popolare.
Il Pd non ha sempre condannato Maduro
Sblocchiamo un ricordo imbarazzante ad Elly &Co. Era il 19 settembre del 2024 – non una vita fa- quando Il Parlamento europeo ha approvato una risoluzione in cui riconosceva la presidenza di Edmundo González Urrutia in Venezuela come “legittima e democraticamente eletta”. “Condannando fortemente e respingendo in toto i brogli elettorali”. La notizia che segnò un prima e un dopo tale risoluzione fu la nascita della cosiddetta “maggioranza Venezuela”: una maggioranza politica composta da popolari e conservatori, il cui voto compatto determinò il passaggio della risoluzione anti-Maduro. Nonostante l’astensione dei liberali e l’opposizione dei socialdemocratici. La sinistra europea si è dissociata di fatto dalla messa in mora della narco-dittatura venezuelana.
La nascita della “maggioranza Venezuela”
La risoluzione sul Venezuela nasceva da una proposta congiunta del Partito popolare e di Ecr, ed è stata approvata grazie alla compattezza dei gruppi di centrodestra del Parlamento: oltre al Partito popolare europeo e ai Conservatori e riformisti europei, ci fu il supporto del gruppo Patrioti per l’Europa e di “Europa delle Nazioni Sovrane”. L’eurodeputato e capodelegazione di FdI denunciò in quella occasione la sinistra per quello che definiva “silenzio complice”. Sostenendo che “ogni giorno in più concesso a Maduro è un favore a chi vuole trasformare tutta l’America Latina nella quinta colonna di Russia, Cina e Iran”.
La vergogna della sinistra europea che non condannò Maduro
La Lega in quella occasione sottolineò la “sconfitta della la sinistra di Pd, M5S e Avs che scelsero vergognosamente “di non prendere le difese dei diritti, della libertà e della democrazia”. Pertanto nella la posizione ufficiale del Pd di queste ore stride la sottolineatura con cui si afferma che “Il partito ha dato impulso a tutte le iniziative in Parlamento di condanna verso il regime di Maduro per la violazione dei diritti umani”. Dimentica questo passaggio non certo secondario. L’ occasione l’avrebbe avuta e l’ha mancata. Rileggere quel passaggio chiave è interessante. Le sinistre europee che o votaro0no contro o si astennero, lo fecero con un paravento di comodo: non volevano sottoscrivere accordi politici con le destre e con il Ppe.
Più che i diritti umani calpestati poté “l’orrore” di fare fronte comune con le destra per un’ ottima causa. Parole risibili rilette oggi. Il gruppo dei Socialisti e Democratici non votò perché non intendeva “allearsi con l’estrema destra del Parlamento europeo”. Javi López, vicepresidente del Parlamento europeo e negoziatore S&D per la risoluzione sulla situazione del Venezuela, sempre parlando del Ppe contestò la decisione “di costruire un accordo sul Venezuela con Meloni, Orbán e Le Pen, insieme al sostegno dell’estrema destra tedesca, invece che con i gruppi pro-europei”.
Il Pd si sfilò dalla risoluzione Ue per non votare con il centrodestra
Un vergognoso paravento verbale che segnò uno spartiacque: da un lato chi ha tollerato di fatto il regime repressivo del Venezuela; dall’altro chi ha mantenuto la coerenza in difesa dei diritti e della democrazia. I punti chiave della risoluzione che fu approvata con 309 voti a favore, 201 contrari e 12 astenuti erano i seguenti: ripristinare la democrazia in Venezuela; condannare Maduro e le violazioni dei diritti umani e evitare altre crisi migratorie nella regione. Le sinistre che votarono contro e chi si astenne votò contro la richiesta del Parlamento europeo alle autorità elettorali venezuelane a pubblicare i “risultati di voto completi, trasparenti e dettagliati”.
La risoluzione conteneva poi la condanna ferma delle violazioni dei diritti umani nei confronti degli oppositori del regime e della società civile. Coerentemente, il Parlamento richiedeva il rilascio dei prigionieri e individui detenuti arbitrariamente. Le sinistre e le forze “democratiche” a parole persero un’occasione per pronunciarsi contro il regime oppressivo di Maduro. E perdono oggi la credibilità.
L’analogo precedente del 2021: Pd e M5S si astennero
Tra l’altro ci fu una altro precedente analogo: Parlamento europeo a grande maggioranza votò a dicembre del 2021 una risoluzione di condanna al regime di Maduro in Venezuela: chiedendo nuove elezioni dopo quelle, definite da molti osservatori una “farsa”: si astennero Pd e M5S.