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Conte tra fanta-accuse e propaganda, il governo le smonta coi fatti

Fanta-accuse e propaganda

Conte le spara grosse su sicurezza e Ice, tante chiacchiere e poco distintivo: quello ce lo mette il governo

Politica - di Chiara Volpi - 27 Gennaio 2026 alle 15:16

Mentre Giuseppe Conte, dai palchi di Napoli, si lancia in una narrazione anti-governativa fatta di «inchini» e presunte sovranità violate, la realtà delle strade italiane racconta una storia di fermezza e presidio del territorio. A Roma, il piano di sicurezza nazionale si fa tangibile: dai monumenti simbolo come il Colosseo. Fino allo snodo vitale della Stazione Termini, i controlli si sono fatti stringenti. Con una presenza costante di militari e paracadutisti che, proprio in queste ore, ha portato a risultati concreti nella lotta al degrado e alla criminalità.

Al Quarticciolo, per esempio, l’ultimo blitz dei Carabinieri insieme ai parà ha portato all’arresto di 13 persone (11 delle quali straniere) e al sequestro di 800 dosi di droga. È la risposta dei fatti alle parole al vento. Eppure, a margine del Rapporto Svimez, il leader pentastellato ieri da Napoli ha preferito inanellare una serie di dichiarazioni che oscillano tra il paradosso e l’insulto gratuito alle istituzioni. Confermando una deriva pentastellata fatta solo di slogan.

Da Conte, una politica di urla e slogan

Detto in altre parole: in un momento in cui l’Italia cerca di rafforzare la propria proiezione internazionale e la sicurezza interna, Giuseppe Conte sembra aver scelto la via del rumore di fondo. Non a caso, tra ieri e oggi il leader pentastellato ha inanellato una serie di dichiarazioni che confermano una linea – sua e del M5S che dirige – verso una politica fatta solo di urla e slogan.

Conte, l’attacco sull’Ice che Tajani ha rispedito al mittente

Il “capo” del M5S ha iniziato allora scagliandosi contro la cooperazione internazionale per i Giochi di Milano-Cortina. Trasformando la normale collaborazione tecnica con l’agenzia americana Ice in un caso di Stato allarmato e allarmante: «Basta con gli inchini, mettiamo i nostri paletti», ha tuonato Conte, dipingendo scenari di «agenti stranieri» che invadono le nostre strade. Un presagio inquietante, quello rilanciato dal leader 5S, che ignora volutamente come il coordinamento resti fermamente in mani italiane, proprio come dimostrano le operazioni in corso nella Capitale. E come acclarato poco fa dal ministro Tajani che, sulla vexata quaestio, non a caso ha dichiarato che sull’Ice alle Olimpiadi di Milano-Cortina è in corso da giorni «una strumentalizzazione politica».

«Non arrivano persone armate in strada, non hanno alcun potere decisionale»

Chiarendo una volta per tutte nello specifico: «Non arrivano persone armate in strada, non hanno alcun potere decisionale: collaborano», ha detto senza “se” e senza “ma” il ministro degli Esteri e vicepremier parlando con i cronisti al Quirinale a margine delle celebrazioni per il Giorno della Memoria. E aggiungendo in calce che oggi ci sarà un incontro del ministro dell’Interno Matteo Piantedosi con l’ambasciatore americano «proprio per chiarire questo».

Tajani a Conte: «Solo propaganda. La sicurezza dei Giochi olimpici è responsabilità dell’Italia»

E ancora. Togliendosi un sassolino dalla scarpa, il titolare della Farnesina assevera anche: «Non è che arrivano le SS. Non arrivano con i mitra e la faccia coperta. Arrivano dei funzionari… Non cadiamo neanche nelle cose che sembrano essere solo propaganda. La sicurezza dei Giochi olimpici è responsabilità dell’Italia». Sottolineando: «È quella collaborazione che c’è quando ci sono i grandi eventi internazionali, che avviene sempre». E concludendo: «Non vengono a fare controlli, non controllano documenti, non decidono nulla. Stanno in una sala operativa insieme a francesi, tedeschi, spagnoli, svizzeri, per collaborare. Esiste l’Interpol, esiste la collaborazione internazionale tra le forze di polizia».

Le “fanta-accuse” di Conte al governo sulla sicurezza

Ma Conte lo sa? O lo ignora? Oppure, peggio ancora, finge di ignorarlo nonostante la sua pregressa esperienza da premier? Non possiamo rispondere all’ambizioso quesito. Ma, quel che è certo, è che ha saputo faziosamente trasformare la normale collaborazione tecnica con l’agenzia americana Ice in un caso di Stato dalle tinte fosche che il ministro Tajani ha appena smentito (e rispedito al mittente). E con tanto di scenari di “agenti stranieri” che invadono le nostre strade smontati pezzo per pezzo. Un allarmismo, quello di Giuseppi, che ignora volutamente come il coordinamento resti fermamente in mani italiane. Proprio come dimostrano le operazioni in corso nella Capitale…

Tutto pur di attaccare l’esecutivo… compreso quello di cui dice di non voler parlare

Non solo. Perché poi, alzando il tiro sulla tragedia di Milano, dove un pusher noto alle forze dell’ordine è rimasto ucciso in una sparatoria con la polizia. E pur premettendo di «non entrare nel merito», Conte lo ha fatto eccome: declinando la vicenda a un attacco al governo sui numeri della sicurezza e sulla gestione dei centri in Albania. Oltre che ignorando il lavoro quotidiano delle divise impegnate nei “mille luoghi sensibili” della nazione. E asserendo malgrado tutto: «Abbiamo chiesto investimenti, prendere quei soldi che sono buttati in Albania per guardare dei centri vuoti, e portarli qui perché serve reintegrare la pianta organica».

Alle prese con famoso “metodo Conte”…

Insomma, tutto per armare una retorica spicciola che ignora l’impegno dell’esecutivo tutto, come il lavoro quotidiano delle forze dell’ordine, dipinte quasi come vittime di una presunta “malagestione cronica” che lui stesso, nei suoi anni a Palazzo Chigi, non ha certo brillato per sanare. Infine, il culmine dell’ipocrisia piomba sulle sue parole anche in merito al caso dei militari minacciati in Cisgiordania. Un caso rispetto al quale Conte ha parlato di «silenzio complice», fingendo di non vedere che il governo Meloni aveva già convocato l’ambasciatore israeliano e protestato formalmente.

Insomma, siamo alle prese col solito “metodo Conte”: ignorare i fatti per nutrire il populismo. Tutto lanciando contestualmente accuse pesantissime a un governo che, a differenza sua, non si limita agli annunci e agli spot demagogici. Ma agisce nelle sedi diplomatiche e operative.

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di Chiara Volpi - 27 Gennaio 2026