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Condannate undici persone per commenti offensivi sui social contro Brigitte Macron: pene detentive fino a 8 mesi

Le accuse e le sentenze

Condannate undici persone per commenti offensivi sui social contro Brigitte Macron: pene detentive fino a 8 mesi

Esteri - di Mattia Bene - 5 Gennaio 2026 alle 16:13

È arrivato il verdetto per gli “haters” di Brigitte Macron, la moglie del presidente della Repubblica che negli anni è diventata bersaglio delle battute sul web. Un tribunale penale di Parigi ha ritenuto dieci persone colpevoli di cyberbullismo ai danni della Premiere dame. Nello specifico, gli imputati sono stati accusati di aver diffuso false affermazioni sul suo genere e sulla sua sessualità, oltre ad aver fatto “commenti malevoli” sulla differenza di età di 24 anni tra lei e suo marito, Emmanuel Macron. Agli imputati sono state inflitte pene detentive dai sei agli otto mesi, con la condizionale. La pena maggiore, di otto mesi, è stata inflitta ad Aurelien Poirson-Atlan, famoso sui social media come Zoé Sagan e che durante il processo ha denunciato uno “scioccante segreto di Stato sulla pedofilia sancita dallo Stato”.

Processo agli haters di Brigitte Macron: condannate dieci persone per i commenti sul web

Il processo nei confronti di otto donne e due uomini per cyberbullismo sessista ai danni di Brigitte Macron è iniziato lo scorso 27 ottobre. Gli imputati, di età compresa tra 41 e 60 anni, rischiavano fino a due anni di carcere. L’indagine sul cyberbullismo è stata affidata alla Brigata per la repressione dei crimini contro la persona a seguito di una denuncia presentata dalla Premiere dame il 27 agosto 2024, che ha portato a diverse ondate di arresti, in particolare nel dicembre 2024 e nel febbraio 2025.

Tra gli imputati ci sono anche la giornalista Natacha Rey e la cartomante Amandine Roy, già ritenute colpevoli di diffamazione per aver affermato che Brigitte Macron non fossemai esistita e che suo fratello Jean-Michel Trogneux avesse cambiato sesso e usato il suo nome. Una corte d’appello ha poi assolto Rey e Roy, sostenendo che le loro dichiarazioni non costituivano diffamazione. Brigitte Macron e suo fratello hanno presentato ricorso contro la sentenza.

La teoria del complotto

Una teoria del complotto incentrata sull’idea che Brigitte Macron sia una donna transgender circola da quando suo marito ha vinto il suo primo mandato nel 2017. Brigitte Macron ha incontrato per la prima volta il suo attuale marito quando lei era insegnante nella sua scuola secondaria. I due si sono sposati nel 2007, quando il futuro presidente francese aveva 29 anni e lei circa 55.

I coniugi hanno addirittura fatto causa per diffamazione negli Stati Uniti contro l’attivista conservatrice Candace Owens, youtuber e influencer che ha espresso teorie del complotto sul genere della first lady. Secondo Emmanuel e Brigitte Macron, Owens “ha ignorato tutte le prove credibili che confutavano la sua affermazione, preferendo dare spazio a teorie della cospirazione diffamatorie”. L’attivista ha ripetuto regolarmente sul suo podcast e sui suoi canali social che Brigitte è un uomo e che i Macron la vogliono morta. A marzo 2024 ha dichiarato che avrebbe messo in gioco la sua “intera reputazione professionale” sulla convinzione che la Premiere Dame “sia in realtà un uomo”.

 

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di Mattia Bene - 5 Gennaio 2026