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“Ci sono problemi di costituzionalità”: Meloni frena sul Board of Peace per Gaza. “Soddisfazione” per la rinuncia di Trump ai dazi

A Porta a Porta

“Ci sono problemi di costituzionalità”: Meloni frena sul Board of Peace per Gaza. “Soddisfazione” per la rinuncia di Trump ai dazi

Politica - di Carlo Marini - 21 Gennaio 2026 alle 21:33

La premier Giorgia Meloni sceglie la puntata speciale che celebra i 30 anni di Porta a Porta, dove con il conduttore Bruno Vespa c’è anche eccezionalmente il direttore de La 7 Enrico Mentana, per fare il punto sulla situazione internazionale, ma anche su alcuni temi di stretta attualità, a cominciare dalla sicurezza nelle città, l’immigrazione, e gli hotspot in Albania. Ma è soprattutto il rapporto con gli Stati Uniti a tenere banco, a cominciare dall’invito nel Board of Peace per Gaza.

Il mio non è un «atteggiamento remissivo», ha ribadito la premier. «Quando c’è stata la questione dei dazi, in Europa credo che nessuno si sia battuto con Donald Trump come si è battuta la sottoscritta, solo che io lavoravo per trovare un accordo e altri preferivano un’escalation. Io faccio quello che è giusto per la nostra nazione ed è ovvio che per fare quello che è giusto per la nostra nazione e per essere rispettati, c’è anche bisogno di dire in faccia le cose come stanno e le garantisco che nessuno potrà dirle tra i miei colleghi europei e non europei che non sono una persona che dice le cose come le pensa. Vengo rispettata per questo tendenzialmente».

“Sul board of Peace alcuni elementi incompatibili con la Costituzione”

«La posizione dell’Italia – premette la presidente del Consiglio – è una posizione d’apertura, noi siamo aperti, disponibili e interessati, per almeno due ragioni. Io penso che l’Italia possa giocare un ruolo unico nella realizzazione del piano di pace per il Medio Oriente e nella costruzione della prospettiva dei due Stati e poi perché in generale non considererei una scelta intelligente da parte dell’Italia, ma secondo me neanche da parte dell’Europa, quella di autoescludersi in un organismo che comunque è interessante. C’è per noi un problema costituzionale di compatibilità perché dalla lettura dello Statuto è emerso che ci sono alcuni elementi che sono incompatibili con la nostra Costituzione e questo non ci consente di firmare sicuramente domani. Però – prosegue Meloni – ci serve più tempo, c’è un lavoro che va fatto, ma la mia posizione rimane sicuramente una posizione di apertura».

Meloni a Porta a Porta intervistata anche da Mentana

Quando Enrico Mentana la incalza sulla presenza di Putin nel Board of Peace per Gaza, Meloni si premura di «segnalare che in qualsiasi organismo diciamo multilaterale, multipolare, ci sono e ci si siede al tavolo con persone che sono distanti da noi». «Vorrei ricordare – ha sottolineato Meloni – che la Russia siede nelle Nazioni Unite, nel Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite e al G20. In qualsiasi organismo nel quale ci si siede, ci si siede con qualcuno che è distante. Il sistema multilaterale nasce per questo. La questione si può valutare politicamente, ma non è niente di nuovo e niente di strano rispetto a tutti i meccanismi del multilateralismo».

“Sulla Groenlandia bisogna cercare soluzioni”

Sul capitolo Groenlandia, «è una materia che va trattata nell’ambito dell’Alleanza Atlantica. È una competenza della Nato», ha detto la presidente del Consiglio, spiegando di «non essere rimasta stupita da quel che ha detto Trump. lo dico da più di un anno che secondo me non è realistico che gli Stati Uniti invadano militarmente la Groenlandia. Chiaramente tutti capiamo quali sarebbero le conseguenze di una scelta del genere, no? E quindi a me non ha stupito» quel che ha detto Trump. ‘ì«Sono contenta che lo abbia ribadito, che l’abbia messo nero su bianco, dopodiché però bisogna cercare delle soluzioni».

E sulle frizioni tra Ue e Usa, «io credo che non convenga a nessuno una divaricazione tra Europa e Stati Uniti, certamente non conviene all’Italia», ha detto la premier. Secondo Meloni «c’è una parte dei problemi» tra Ue e Usa che «è soprattutto data forse da un’assenza di comunicazione che bisogna ripristinare». «Quando nei giorni e nelle settimane passate – ha ricordato – alcuni Paesi europei hanno deciso di inviare dei soldati per delle operazioni di training in Groenlandia, questo è stato letto dall’Amministrazione americana come un attacco nei confronti degli americani. Io credo che invece fosse il tentativo di rispondere a un’esigenza che anche gli americani pongono. È la ragione per cui ho chiamato Donald Trump e gli ho detto: ‘Guarda che credo che non si sia capito. E credo che sia un errore la previsione o la minaccia di aggiungere dazi a quelle nazioni che avevano fatto questa scelta’‘».

“Accolgo con favore l’annuncio del Presidente Trump di sospendere i dazi”

Meloni ha poi confidato al conduttore di Porta a Porta che «sapersi districare in un’epoca storica del genere per una ragazza della Garbatella che si ritrova a doversi assumere le responsabilità, non è una cosa facile…». «Guardi – ha sottolineato – io sono in generale preoccupata, diciamo, da quello che accade sulla politica internazionale. Mi pare di dimostrarlo perché me ne occupo moltissimo, e non solamente per le dichiarazioni che può fare un leader o che può fare un altro. Ma perché obiettivamente noi siamo in un contesto storico nel quale tutte le certezze che eravamo convinti di avere stanno svanendo o rischiano di svanire».

Proprio al termine della registrazione arriva lo stop di Trump ai dazi ai Paesi Ue coinvolti nella crisi della Groenlandia, che Meloni commenta con una nota ufficiale di Palazzo Chigi. «Accolgo con favore l’annuncio del Presidente Trump di sospendere l’imposizione dei dazi prevista per il 1° febbraio nei confronti di alcuni Stati europei. Come l’Italia ha sempre sostenuto, è fondamentale continuare a favorire il dialogo tra Nazioni alleate».

 

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