Boicottaggio informatico
“Caro Piantedosi”, Ultima generazione ci prova con il mail bombing contro il Viminale: migliaia di messaggi anti-Ice
“Oltre mille persone” hanno scritto al ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, per chiedere l’esclusione totale dell’agenti Ice dall’Italia. A dirlo è Ultima generazione, associazione ambientalista diventata famosa per le proteste in mezzo al traffico, i blitz nel ristorante di Carlo Cracco a Milano e i vari imbrattamenti contro gli edifici istituzionali. Il movimento ha promosso una mobilitazione urgente per scrivere al Ministro dell’Interno. Nella nota, Ultima generazione fa un volo pindarico incredibile, ricordando che “non esiste un’Ice ‘tecnica’ o ‘neutrale'”, sostenendo persino che che l’agenzia statunitense sia “inseparabile dalla sua storia recente di omicidi, abusi, violenze sistematiche e repressione, documentate negli ultimi mesi negli Stati Uniti”. Anche stavolta i compagni verdi non hanno perso occasione per attaccare una forza dell’ordine, stavolta d’oltreoceano, nata per provvedere all’espulsione dei migranti irregolari.
Ultima generazione prova a intasare il ministero dell’Interno con lettere anti-Ice
Ma la campagna inconsistente di Ultima generazione non finisce qui, perché i militanti sono anche riusciti a partorire una teoria del complotto degna del terrapiattismo: “Da anni i grandi eventi funzionano come laboratori di repressione: zone rosse, militarizzazione dello spazio pubblico, limitazioni del diritto di protesta. Le Olimpiadi diventano il test. Le misure ‘eccezionali’ restano anche dopo”. In poche parole, si lamentano perché qualcuno fornisce protezione ai grandi eventi, evitando vicende potenzialmente tragiche come un attacco terroristico o una sparatoria. Poi hanno criticato Piantedosi per le sue parole “contrastanti e confuse”: evidentemente si sono dimenticati di leggere il proprio comunicato prima di pubblicarlo. E infine se la sono presa perché sono Stati gli Usa a dare la notizia, anziché il ministro. Insomma, pretendono di sapere le misure di intelligence adottate dall’Italia e dai suoi partner in anticipo, come se queste non fossero riservate.
Le lamentele sterili degli ambientalisti
“Il punto centrale resta uno solo: non può esserci ambiguità sull’ingresso in Italia di un’agenzia statale responsabile di violenze e omicidi”, prosegue Ultima generazione, che a quanto pare non ha idea delle angherie subite dai civili messi sotto torchio dagli antifascisti, o dell’agente a cui è stato staccato un dito a morsi da un manifestante. Per loro, “il caos comunicativo di questi giorni finisce solo per legittimare l’Ice e normalizzarne la presenza”. Poi cercando correggersi riconoscendo che Piantedosi non abbia parlato degli agenti americani in funzione delle operazioni sull’immigrazione. E allora dove sta il problema? Non si sa, ma gli antagonisti ambientalisti hanno comunque posto una domanda definita “politica” e “fondamentale” al Viminale.
“Fino a che punto il governo italiano è disposto a spingersi per compiacere gli Stati Uniti, anche a costo di chiudere gli occhi davanti a un’agenzia responsabile di gravi violazioni dei diritti umani?”. Insomma, quelli di Ultima generazione hanno abbandonato i giubbotti catarifrangenti con cui bloccavano il traffico per indossare la toga di giudici autoeletti, senza che nessuno li abbia nominati. Ma l’intento dei pasdaran ambientalisti è chiaro, come dimostra la frase conclusiva, che chiede al ministero dell’Interno “una presa di posizione chiara e pubblica: nessuna presenza dell’Ice in Italia”. In conclusione, siamo davanti all’ennesima spinta del pensiero unico, per la serie: “Scegli come vuoi, ma scegli come noi”.