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Carabiniere condannato a 3 anni per avere sparato a un siriano che aveva accoltellato il collega: dovrà risarcire l’intera famiglia

Sentenza a Roma

Carabiniere condannato a 3 anni per avere sparato a un siriano che aveva accoltellato il collega: dovrà risarcire l’intera famiglia

Il tribunale ha inoltre disposto, oltre all'interdizione dai pubblici uffici della durata di 5 anni, 15 mila euro di provvisionale per ciascun figlio parte civile e 5 mila euro per ogni fratello

Cronaca - di Vittorio Giovenale - 7 Gennaio 2026 alle 16:50

Il tribunale di Roma ha condannato a tre anni di carcere il carabiniere che uccise con un colpo di pistola un ladro, cittadino siriano di 56 anni, nel settembre del 2020 nel quartiere Eur.

Il militare dell’Arma era accusato di eccesso colposo nell’uso legittimo delle armi. Il fatto avvenne nel corso di un tentativo di furto in un ufficio della Capitale. In base all’impianto accusatorio, l’imputato, all’epoca dei fatti in servizio nel reparto Radiomobile, era intervenuto in via Paolo Di Dono, dopo una segnalazione di una effrazione in un ufficio.

Ha accoltellato al busto un carabiniere, ucciso dall’altro militare

Una volta uscito dall’immobile, i due carabinieri avrebbero intimato al 56enne di fermarsi, quest’ultimo però avrebbe reagito colpendo al busto il collega dell’imputato con un cacciavite, per poi tentare di darsi alla fuga. A quel punto il carabiniere finito sotto processo ha esploso due colpi di pistola, uno dei quali ha colpito il cittadino siriano uccidendolo.

Il tribunale ha inoltre disposto, oltre all’interdizione dai pubblici uffici della durata di 5 anni, 15 mila euro di provvisionale per ciascun figlio parte civile e 5 mila euro per ogni fratello. Le motivazioni saranno disponibili entro 90 giorni. “Si tratta di un obiettivo minimo che abbiamo raggiunto, siamo soddisfatti per la provvisionale”, afferma, parlando con l’AGI, l’avvocato Michele Vincelli, legale di parte civile.

“Noi avevamo fatto una richiesta per una contestazione di omicidio volontario, mentre la contestazione attuale è eccesso colposo nell’uso legittimo di armi, e la condanna è arrivata a 3 anni, una condanna comunque importante. Come parte civile siamo contenti per il risultato ma non per la contestazione. La procura ha deciso di contestare questo reato, e vedremo le motivazioni della sentenza. Comunque siamo arrivati a un punto fermo sulla responsabilità dell’imputato. Mi dispiace perché ho un grande rispetto per le forze dell’ordine e per l’arma dei carabinieri, ma qui stiamo parlando di un’arma usata in una situazione inopportuna, perché la persona stava scappando, era di spalle, e il colpo d’arma da fuoco è arrivato alle spalle. In questo senso ritengo pacifico che una condanna dovesse arrivare, anche se secondo noi la configurazione del reato era diversa”. Così l’avvocata Claudia Serafini, legale rappresentante dei familiari della vittima che si sono costituiti come parti civili.

Salvini: totale vicinanza al carabiniere condannato

“Ricorreremo davanti al giudice della Corte d’appello. Marroccella ha fatto il suo dovere istituzionale e processuale. Come difensori abbiamo illustrato i dubbi per poter sostenere una sentenza assolutoria. Se non siamo riusciti a farlo adesso lo faremo in secondo grado”. Così l’avvocato Paolo Gallinelli, difensore con l’avvocato Lorenzo Ruotolo del vice brigadiere dei Carabinieri condannato.

”La mia totale vicinanza e solidarietà al carabiniere, condannato per aver fatto il suo dovere e aver difeso un collega. A temere una condanna devono essere i criminali, non forze dell’ordine e cittadini perbene”. Lo scrive su X il leader della Lega Matteo Salvini, commentando la condanna a tre anni di un carabiniere che uccise un siriano di 56 anni nel quartiere Eur a Roma, nel corso di un intervento per sventare un furto.

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di Vittorio Giovenale - 7 Gennaio 2026