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Bomba giudiziaria sul Pd: la Procura di Salerno chiede due anni per Piero De Luca per “concorso in bancarotta”

Alla viglia del congresso

Bomba giudiziaria sul Pd: la Procura di Salerno chiede due anni per Piero De Luca per “concorso in bancarotta”

Politica - di Carlo Marini - 27 Gennaio 2026 alle 10:42

Alla vigilia del congresso regionale del Pd a Napoli arriva la bomba sul partito con la Procura di Salerno che ha chiesto due anni di reclusione per il segretario campano Piero De Luca. La vicenda che coinvolge il parlamentare, segretario regionale del Partito democratico e figlio dell’ex governatore della Campania, trae origine dal fallimento Ifil. Dinanzi al collegio della Corte d’Appello di Salerno, la procuratrice generale Lerose ha formalizzato le proprie richieste, insistendo per la condotta illecita di De Luca junior. Una notizia che va a pesare sugli equilibri della giunta Fico, sulla quale la famiglia De Luca e i suoi eletti hanno un peso determinante.

Come ricostruisce Il Mattino, il fulcro dell’accusa contro Piero De Luca riguarda il pagamento di diversi biglietti aerei per il Lussemburgo, acquistati tra il 2009 e il 2011, periodo in cui l’attuale deputato lavorava all’estero. Secondo l’accusa, tali titoli di viaggio, per un valore complessivo di 23.026 euro , sarebbero stati saldati direttamente dalla Ifil.

Concorso in bancarotta: l’accusa a Piero De Luca

Nonostante la Procura generale abbia ammesso che non sono emerse prove circa il ruolo di De Luca come socio occulto, la pg ha ribadito in aula che l’imputato fosse a conoscenza della provenienza dei fondi per quei voli. Durante l’arringa, non è stato fatto riferimento alle quietanze prodotte dalla difesa — rappresentata dal professor Andrea Castaldo — volte a dimostrare l’avvenuta restituzione di tali importi. Tra i benefit di cui aveva beneficiato De Luca junior, secondo la ricostruzione, c’erano proprio alcuni biglietti aerei, pagati con fondi sottratti alla società immobiliare fallita.

Il figlio di Vincenzo è stato assolto in primo grado

La Procura Generale di Salerno ha chiesto la condanna a due anni e mezzo anche per gli ex amministratori della società Luigi Avino ed Emilio Ferraro, ad un anno e quattro mesi Valentina Lamberti (moglie di Del Mese) e la conferma della condanna di primo grado per Giuseppe Amato junior. Alla prossima udienza ci sarà spazio per le difese, quindi la sentenza.

In primo grado Piero De Luca, difeso dall’avvocato Andrea Castaldo, è stato assolto dall’accusa di concorso in bancarotta perché “il fatto non costituisce reato”. Anche in quel caso la Procura salernitana aveva chiesto una condanna a 2 anni.

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di Carlo Marini - 27 Gennaio 2026