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Bologna sotto choc: capotreno ucciso a sangue freddo da un pregiudicato croato. Caccia all’assassino

L'agguato senza motivo

Bologna sotto choc: capotreno ucciso a sangue freddo da un pregiudicato croato. Caccia all’assassino

Cronaca - di Leo Malaspina - 6 Gennaio 2026 alle 08:52

C’è un ricercato per l’omicidio del capotreno 34enne Alessandro Ambrosio, ucciso ieri sera nei pressi della stazione di Bologna. Si tratta di un 36enne croato, Marin Jelenic, un senza fissa dimora che sarebbe già noto per aver creato problemi in stazioni ferroviarie, identificato grazie all’aiuto delle telecamere. Ambrosio è stato accoltellato a morte mentre andava a prendere la sua auto nel parcheggio riservato ai dipendenti delle ferrovie nei pressi della stazione centrale di Bologna, probabilmente raggiunto alle spalle mentre camminava in un vialetto.

Alessandro Ambrosio è stato colpito, probabilmente alle spalle, mentre stava raggiungendo a piedi il parcheggio, riservato solo agli operatori e non accessibile al pubblico. A dare l’allarme, notando il corpo in un lago di sangue, sarebbe stato un dipendente di Italo, che avrebbe poi avvisato la polfer.

Bologna sotto choc per il capotreno ucciso

Il capotreno è stato ucciso in un’area che porta al parcheggio riservato ai dipendenti, non aperta ai viaggiatori, poco prima delle 19. A quanto appreso, pare che il capotreno – impiegato sui treni a medio-lunga percorrenza – non fosse in servizio e si stesse recando al parcheggio della stazione riservato ai dipendenti della struttura, in viale Pietramellara, quando è stato colpito da un fendente all’addome.

Sulla vicenda bolognese si è espresso il vicepremier e ministro delle Infrastrutture e Trasporti, Matteo Salvini che si è detto “profondamente addolorato” per quanto accaduto esprimendo “affettuosa solidarietà alla famiglia della vittima e ai suoi colleghi” e spiegando di essere “in costante contatto con le Forze dell’Ordine che stanno indagando“. In una nota, il ministro, “conferma”, inoltre, la propria determinazione per portare a 1.500 le donne e gli uomini in divisa di Fs Security per vigilare su treni e stazioni”. Quanto avvenuto, argomenta il sindaco di Bologna, Matteo Lepore è “un atto gravissimo, attendiamo di capire cosa sia avvenuto”.

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di Leo Malaspina - 6 Gennaio 2026