Le mosse di Trump
Board of Peace, invitato anche papa Leone: sta valutando. Il sì di Netanyahu
Continua la campagna acquisti della Casa Bianca per il varo del Board of Peace, lo strumento messo in campo da Donald Trump per dare corpo al piano 2 per Gaza. L’obiettivo è ambizioso e gli invitati decisamente trasversali. Anche papa Leone XIV è nell’elenco e starebbe valutando il da fare. “Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump sta chiedendo a vari paesi di partecipare, mi pare di avere letto che anche l’Italia sta riflettendo se aderire o meno. Anche noi abbiamo ricevuto questo invito. Il Papa ha ricevuto l’invito e stiamo vedendo che cosa fare, stiamo approfondendo” si tratta di “una questione che esige un po’ di tempo per dare la risposta”. Così il segretario di Stato Vaticano, il cardinale Pietro Parolin interrogato dalla stampa a margine di un evento promosso da Osservatorio for Independent Thinking.
Board of Peace, anche papa Leone XIV tra gli invitati
Il cardinale ha poi spiegato che “la richiesta non sarà quella di partecipare economicamente” perché, ha aggiunto “noi non siamo in grado di farlo”. “Evidentemente ci troviamo in situazioni diversa rispetto agli altri Paesi, quindi sarà una considerazione diversa».
A presiedere il Board of Peace, nato come soluzione alla ricostruzione della Striscia di Gaza e di pace nell’intera Regione, è il presidente americano. Nella lista dei membri nominati una nutrita rappresentanza di Paesi. M anche di amici e parenti, uomini d’affari, rappresentanti non ufficiali, come Tony Blair (unico europeo oltre a un manager cipriota), i presidenti di Turchia, Recep Tayyip Erdogan, e Argentina, Javier Milei. Tra gli ultimi sì è arrivato quello del premier israeliano Benjamin Netanyahu. Poi è arrivato anche l’ok del presidente Al Sisi per l’Egitto. Questi ultimi si aggiungono così a Qatar, Turchia, Azerbaigian, Bielorussia, Ungheria, Kazakistan, Marocco, Emirati Arabi Uniti e Vietnam.
L’Italia è interessata ma non scioglie le riserve
Il governo italiano ha detto per bocca della premier Meloni di essere interessato ma di aspettare di conoscere i nomi dei rappresentanti politici che ne faranno parte. Frena le critiche ad alzo zero di Elly Schlein (che ha definito inaccettabile la partecipazione dell’Italia) il ministro per gli Affari europei, Tommaso Foti. “Prima c’è un passaggio di diritto per inquadrare giuridicamente la questione – ha spiegato – e comunque decide il presidente del Consiglio”.