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Tutte le follie woke del 2025. E per il 2026 come si proseguirà?

Dogmi arcobaleno sull'uscio

Benvenuti nel 2026 ma con un’eredità pesante: quella woke. Dopo i Lego omofobi e il “Negroni razzista”, ora cosa ci aspetta? La lista dell’assurdo

Dall'uomo col ciclo al presepe senza volto, ecco il catalogo dei codici grotteschi intestati ai diktat dell'ossessione inclusività e dei precetti arcobaleno che vorrebbero rieducarci a colpi di castrazioni e divieti culturali

Cronaca - di Giulia Melodia - 1 Gennaio 2026 alle 13:22

Se pensavate di aver visto tutto su schwa e statue abbattute, il 2025 vi ha appena consegnato un certificato di ingenuità. La religione del “risveglio” – o meglio, del sonnambulismo della ragione o, se si preferisce, del sonno che genera mostri e mostruosità – ha trasformato l’ultimo anno in un circo Barnum di divieti surreali e riscritture della realtà biologica. Basta dare una sbirciata a uno dei tanti servizi che ne riepiloga lo sconcertante elenco – come quello pubblicato su Il Giornale online – per vedere spiattellate e riassunte in una top ten di ordinaria follia le pietre miliari di un delirio collettivo che ha reso il 2025 l’anno dell’addio definitivo alla logica.

Tutte le follie woke 2025, mattoncini Lego all’indice: negherebbero i diktat dell’identità di genere

Una lista choc, quella che ci apprestiamo a corredare, che non può non partire da Londra – esattamente dallo Science Museum della city – che ha arbitrariamente deciso da un momento all’altro che i Lego sono omofobi. Sì, avete letto bene. Quei piccoli mattoncini di plastica che hanno intrattenuto e divertito generazioni di bambini per i fondamentalisti della cultura woke sarebbero da mettere all’indice, in quanto imporrebbero ai minori la “norma eterosessuale”. Il reato? Suggerire che esistano solo maschi e femmine e per tanto asseverare che la biologia non sia un’opinione. Apriti cielo: ormai anche incastrare due mattoncini con i diktat non binari è diventato un atto di eversione patriarcale…

Il gioco da tavola per debellare (dal tabellone) la carta del patriarcato

E che dire della new botanica per pochi eletti? Sempre nel Regno Unito, infatti, dopo i Lego “omofobi” il Chelsea Physic Garden ha scoperto l’ecologia queer. Workshop vietati ai “non-arcobaleno” per esplorare la natura attraverso una lente ideologica. Le piante, poverette, non sapevano di dover fare coming out prima della fotosintesi… E se non fosse ancora abbastanza, ecco allinearsi ai dogmi woke anche la nostra Siena dove la guerra dichiarata a un presunto patriarcato vigente passa per un gioco da tavolo dal nome eloquente: Pink. Missione: attraversare il tabellone e rieducare a colpi di dado con un passatempo transfemminista dove non si vince per abilità, ma per capacità di abbattere il mostro maschilista conquistando carte e posizioni e ripassando dal via. Il prossimo passo? Monopoli senza proprietà privata per non offendere i collettivi…

Lo stop britannico a “preghiere eurocentriche poco inclusive”…

Ma qui parliamo di tutto, fuorché di un gioco. Anzi, c’è davvero poco di cui baloccarsi… Specie se consideriamo che nel manifesto woke anti-tutto sono sono finite per rientrare finanche le preghiere. Dove? Ma nell’Inghilterra scissionista, ovviamente. Per l’esattezza nella diocesi di Norwich, dove pregare per l’Europa è diventato «poco inclusivo». e dove è arrivato il nuovo “toolkit” antirazzista che esorta invita il clero a smetterla di essere eurocentrico. Forse a Norwich pensano che lo Spirito Santo abbia bisogno di un visto d’ingresso o di un corso di aggiornamento sulla diversità.

Tra le follie woke e dintorni del 2025 anche l’addio alla biologia: ecco l’uomo col ciclo

Il marketing e il codice comportamentale arcobaleno non si fermano davanti a nulla. Una multinazionale britannica ha stabilito che il ciclo mestruale non è «intrinsecamente femminile». Negare l’evidenza è il nuovo dogma: per essere inclusivi, bisogna cancellare la donna e sostituirla con «persone che mestruano». La realtà non è più di moda.

Diktat e follie woke 2025: la Guida Michelin sotto processo

Non solo. In questo viaggio ai confini dell’assurdo, finisce sotto la lente anche la guida gastronomica più famosa al mondo, sbattuta sul banco degli imputati. L’accusa? La guida Michelin è troppo “bianca ed eurocentrica”. Secondo i soloni accademici d’oltreoceano, infatti, premiare l’eccellenza culinaria del vecchio continente sarebbe un insulto al resto del globo. Aspettiamoci stelle assegnate per quote etniche e non per la bontà del risotto.

Il “Negroni razzista” scatena la rissa

E ancora, sempre seguendo l’elenco del quotidiano milanese, ecco ritrovare in sesta posizione il caso del “Negroni razzista” per cui a Pordenone si è arrivati alle mani per un cocktail. Un gruppo di “offesi” ha tentato la rissa perché il nome del famosissimo aperitivo conterrebbe un insulto razziale. Quando l’ignoranza incontra il fanatismo, anche bere diventa un caso di Stato…

Il tirapugni, strumento di svago dalla “mascolinità tossica”

e arriviamo a Basilea, dove hanno pensato bene di bandire il punching ball delle fiere. Il motivo? Sarebbe un simbolo di mascolinità tossica. Colpire un sacco di gomma favorirebbe l’aggressività. Meglio, forse, sostituirlo con un distributore di tisane rilassanti e opuscoli sull’autoconsapevolezza…

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di Giulia Melodia - 1 Gennaio 2026