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Di Pietro Barbero

L'ex pm mette in riga il prof

Barbero contro la riforma Nordio: “E’ da stato autoritario”. Di Pietro lo smaschera: “Lei non l’ha letta”

Politica - di Federica Argento - 19 Gennaio 2026 alle 16:32

Nella guerra ingaggiata da vip, professori, uomini di spettacolo per il No al referendum è sceso in campo il medievista Alessandro Barbero. la crociata del  volto noto della divulgazione storica sta tenendo banco, tanto da meritare una bella lavata di capo da parte di Antonio Di Pietro: come noto, fautore del Sì al referendum per la riforma Nordio. Il professore contro l’ex pm. Un duello a colpi di social e lettere fra lo storico e il magistrato che fu simbolo Di Mani pulite. Il primo, schierato con il “No”, ha postato un video sui canali del comitato dell’Anm. Il secondo, testimonial del Sì e componente del comitato della Fondazione Einaudi, ha preso carta e penna e gli ha risposto. Un duello impari.

Referendum: il duello Barbero-Di Pietro

Barbero ha evocato il Ventennio: “La riforma indebolisce il Csm”, che “è l’organo Di autogoverno dei magistrati, con funzioni anche disciplinari. Fa una cosa che prima, sotto il governo fascista, faceva il ministro della Giustizia”. Nella sua replica, Di Pietro è partito coi piedi di piombo: “La sua scelta non scalfirà la stima che nutro nei suoi confronti”. Ma poi stronca la posizione del professore come un rullo compressore. Delle due l’una: o non ha letto la riforma  “oppure si è fidato di quel che ha letto su qualche cartellone pubblicitario affisso lungo i binari della Stazione Centrale Di Milano”. Ecco che torna  come un macigno la campagna del comitato dell’Anm definita “truffaldina” dai sostenitori del “Sì”. Perché lo slogan era: “Vorresti giudici che dipendono dalla politica?”.

Barbero per il No al referendum: duello con Di Pietro

Per Barbero “il referendum non è sulla separazione delle carriere tra pm e giudici, perché di fatto c’è già. Al centro della riforma c’è la distruzione del Csm così come era stato voluto dall’assemblea Costituente. A me – ha spiegato – sembra che con un Csm dove i membri magistrati sono tirati a sorte, mentre il governo sceglie quelli che nomina lui, di fatto il governo potrà di nuovo, come in uno stato autoritario, dare ordini ai magistrati e minacciarli di sanzioni”. Un’argomentazione da storico a cui Di Pietro ha risposto da giureconsulto: “Nella riforma c’è scritto l’esatto contrario”.

Di Pietro spiana Barbero: “Legga l’articolo 111 , poi parliamo”

L’ex ha quindi rovesciato le tesi di Barbero, aggiungendo un elenco di articoli della Costituzione. Con una preghiera: “Professor Barbero, legga per favore l’art. 111”, quello sul giusto processo. E poi, se vuole, parliamone”. “Lei dice di voler votare No alla riforma sottoposta a referendum perché, se approvata, ‘il cittadino non è sicuro se si trova davanti magistrati che prendono ordini dal governo e che possono essere puniti dal governo’. Mi scusi – insiste sul punto Di Pietro-  ma da dove ha ricavato simili certezze? Considerando che nel testo della riforma c’è scritto l’esatto contrario?”, attacca Di Pietro.

 

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di Federica Argento - 19 Gennaio 2026