Balzelli e scadenze, non tutti sanno che la tassa sui rifiuti va in prescrizione dopo 5 anni. Le novità nel 2026
Buone notizie per i distratti che non hanno pagato la Tari, la tasse sui rifiuti, magari confusi dai troppi balzelli. La tassa è riscossa dai Comuni e viene pagata dai proprietari o detentori di immobili in grado di produrre rifiuti. L’importo è indipendentemente dall’uso effettivoi. Ma quando si prescrive la Tari? In un colloquio con l’Adnrkonos Agnese Giardini di Immobiliare.it spiega la tempistica. La Tari, come tutti i tributi locali, è soggetta a prescrizione, così come altre tasse, tra cui l’Imu. “La normativa vigente stabilisce che la Tari si prescrive in un termine di 5 anni. Questo significa che, trascorsi 5 anni dal momento in cui il pagamento doveva essere effettuato, il Comune non può più richiedere il pagamento della tassa. La prescrizione della Tari inizia a decorrere dal 1° gennaio dell’anno successivo a quello in cui la tassa avrebbe dovuto essere pagata”.
La Tari non pagata si prescrive in un termine di 5 anni
Ad esempio, la Tari relativa all’anno 2018 inizia a prescriversi dal 1° gennaio 2019 e va in prescrizione il 1° gennaio 2024. A causa della sospensione dei termini per 85 giorni a causa del Covid, dal 9 marzo al 31 maggio 2020, questo termine è stato prorogato al 26 marzo 2024. La prescrizione può essere interrotta da un atto formale di richiesta di pagamento, come una cartella esattoriale. Quando ciò accade, il termine di prescrizione si azzera e inizia nuovamente dal principio.
