Incastrata su Tik Tok
Assoldava cecchini sui social per sparare a Trump: arrestata bibliotecaria negli Usa
Negli Usa prosegue la campagna di odio e incitamento all’omicidio nei confronti di Donald Trump. Una bibliotecaria di Ripley, in West Virginia, è stata arrestata e accusata di aver provato ad arruolare utenti sui social per uccidere il presidente americano. A riferirlo è stato il New York Post, che ha scritto anche le generalità dell’indagata: si tratta della 39enne Morgan L. Morrow, bloccata dopo la pubblicazione su TikTok di un video considerato come un’esortazione all’assassinio dell’inquilino della Casa Bianca.
Reclutava cecchini per sparare a Trump sui social: arrestata una bibliotecaria americana
In base alla denuncia penale citata dall’emittente Wowk, Morrow avrebbe scritto: «Possibile che non si trovi un cecchino con una malattia terminale tra 343 milioni di persone?». Insomma, si è trattato di una frase interpretata dalle autorità come una minaccia diretta al tycoon. Peraltro, la donna è stata incriminata per “minacce terroristiche” e, interrogata dalla polizia, avrebbe anche ammesso che il messaggio era «inteso come una minaccia rivolta al presidente Donald Trump». Nonostante ciò, l’indagata ha specificato di non avere alcuna intenzione di agire personalmente.
La biblioteca prende le distanze dall’impiegata
Lo sceriffo della contea di Jackson, Ross Mellinger, ha spiegato che dichiarazioni come quella di Morrow sono considerate pericolose perché «progettate per incoraggiare o ispirare altri a compiere l’atto minacciato». Poi ha fornito ulteriori delucidazioni, sottolineando che «è legittimo criticare il governo, ma promuovere la violenza significa oltrepassare il limite». Dopo la pubblicazione della notizia, la biblioteca pubblica della contea ha preso le distanze dall’atteggiamento dell’impiegata, che attualmente si trova in carcere regionale del South Central, senza cauzione, in attesa di ulteriori sviluppi dell’inchiesta.