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Corteo di Askatasuna in corso sotto la griffe di Zerocalcare e nel segno delle rivendicazioni deliranti da centro sociale e pro-Hamas

Corteo al via, solito copione

Askatasuna sfila col brand di Zerocalcare e slogan pro-Hannoun. Montaruli: grave Avs in piazza

I centri sociali marciano tra inni pro-Hamas e loghi d’autore: in scena la solita retorica "partigiana" per difendere l'illegalità. FdI inchioda il centrosinistra: «Schlein-Conte-Renzi dicano da che parte stanno»

Cronaca - di Ginevra Sorrentino - 31 Gennaio 2026 alle 17:13

Torino è di nuovo sotto scacco. Il sabato del capoluogo piemontese si è trasformato nell’ennesimo palcoscenico per la galassia antagonista, scesa in strada dal primo pomeriggio di oggi per protestare contro lo sgombero del centro sociale Askatasuna, avvenuto lo scorso 18 dicembre. Tre spezzoni di corteo, partiti da Palazzo Nuovo, Porta Susa e Porta Nuova, stanno “sfilando” per convergere verso Piazza Vittorio Veneto, trasformando la città in una zona rossa presidiata da oltre un migliaio di agenti tra Polizia, Carabinieri e Finanza.

E tra cortei, occupazioni, e la solita retorica “partigiana” per difendere l’illegalità. Mentre la sinistra di Avs scende in piazza con i violenti, FdI attacca: «Gravissima la partecipazione di Alleanza Verdi e Sinistra al corteo di Torino. Schlein-Renzi-Conte prendano distanze prendano le distanze dall’estremismo». Ma procediamo con ordine.

Torino sotto scacco: in piazza per Askatasuna (e varie ed eventuali)

E partiamo dal principio: da diverse centinaia di persone che si sono radunate nella zona di Porta Susa per uno dei cortei Pro Askatasuna. Con alcuni attivisti che si sono inerpicati sulle transenne che avvolgono l’edificio della ex stazione ferroviaria e hanno srotolato lo striscione «Askatasuna vuol dire libertà». Mentre nel frattempo numerosi altri manifestanti si sono ritrovati davanti a Palazzo Nuovo, sede delle facoltà umanistiche occupata nei giorni scorsi a Torino.

Ma veniamo anche al solito kit della violenza, griffato anziché no, di cui in parte abbiamo dato conto nei giorni scorsi relazionando sul tam tam social partito per tempo per chiamare all’adunata guerriglieri e disperati in cerca di un centro sociale di gravità permanente. Il copione scritto, e portato oggi in piazza a Torino, insomma, è quello di sempre. A partire dallo slogan rilanciato a viva voce – e tanto per non distrarsi, vergato a caratteri di fuoco sugli striscioni – che recita un classico: «Torino è partigiana». Un mantra abusato per coprire l’illegalità, e mimetizzato in mezzo a bandiere palestinesi e, naturalmente, il tocco “artistico” della gauche al caviale.

Soliti slogan, immancabile kit della protesta, e il logo griffato di Zerocalcare

Già, perché ad aprire il corteo, infatti, campeggia lo striscione disegnato da Zerocalcare, ormai diventato il grafico ufficiale della propaganda antagonista. E anche se fa specie vedere come il talento di un fumettista venga regolarmente messo al servizio di chi si pone al di fuori dello Stato, offrendo una patina cool a un movimento che ha fatto della violenza e dell’occupazione abusiva il proprio marchio di fabbrica, in realtà non stupisce più di tanto…

E allora: «Askatasuna vuol dire libertà Torino è partigiana. Contro governo, guerra e attacchi agli spazi sociali» stigmatizza a tinte forti lo striscione che riprende il manifesto disegnato da Zerocalcare che apre il corteo di Palazzo Nuovo (uno dei tre che attraversano il capoluogo piemontese per ritrovarsi in Piazza Vittorio e proseguire insieme nelle strade del quartiere Vanchiglia dove si trova l’immobile già sede del centro sociale Askatasuna sgomberato lo scorso 18 dicembre).

E via manifestando… Tra slogan e deliri pro-Hamas

In piazza, oltre alla solita difesa degli “spazi sociali” (leggi: immobili sottratti alla collettività), i più accaniti e convinti hanno alzato la voce anche per chiedere la liberazione di Mohammad Hannoun, l’architetto indagato per aver raccolto fondi destinati a finanziare Hamas. Un cortocircuito ideologico perfetto: si riempiono la bocca di “libertà” mentre inneggiano a chi sostiene il terrorismo islamico. E intanto, la solita guerra dei numeri è già partita: gli organizzatori parlano di 15mila presenti. Mentre le questure (da cui si attendono i riscontri) monitorano con attenzione una massa che, solo lo scorso 20 dicembre, ha dato vita a una vera e propria guerriglia urbana.

Askatasuna, Montaruli: «Gravissima la partecipazione di Avs al corteo di Torino»

E come se non bastasse, tra infiltrai speciali, ribelli all’ordine costituito tout court e sedicenti partigiani, dalle istituzioni si alza forte e chiara la voce di Augusta Montaruli, vicecapogruppo di FdI alla Camera, che in un eloquente commento, afferma con nettezza: «La partecipazione di esponenti di AVS al corteo è gravissima. Askatasuna è un movimento pericoloso: non si comprende come facciano Pd, Renzi e Conte a essere alleati con chi va in piazza al fianco di chi si pone contro lo Stato. Prendano le distanze».

«Schlein-Renzi-Conte prendano le distanze»

Più precisamente: «La partecipazione annunciata da esponenti di Avs al corteo di Askatasuna di Torino oggi è gravissima», denuncia l’esponente FdI. Quindi prosegue: «Askatasuna è un movimento pericoloso: non si comprende come facciano Pd e Renzi ad essere alleati con chi va in piazza al fianco di Askatasuna come fa Avs oggi. La presenza di un partito a una manifestazione che sta preoccupando i cittadini per la sua pericolosità non è solo un atto di irresponsabilità. Ma è la dimostrazione di come vi sia una aderenza ideale ed organizzativa tra alcuni partiti della sinistra e chi si pone contro lo Stato con violenze che hanno portato, infatti, allo sgombero del centro sociale».

L’affondo dell’esponente FdI: la coalizione di centrosinistra ha un problema di estremismo di cui è prigioniera

E ancora. «Se da Renzi alla Schlein ci fosse davvero quel rifiuto della violenza di cui Askatasuna si è sempre fatta portatrice sarebbe naturale prendessero le distanze da chi oggi scende in piazza con e per loro. La coalizione di centro sinistra ha un problema di estremismo di cui è prigioniera. A dare l’adesione non è solo qualche personaggio locale. Ma addirittura un parlamentare che sceglie la strada di andare oltre la legittima manifestazione delle sue idee e si spinge all’adesione ad un corteo che sta costringendo l’impegno di migliaia di agenti delle forze dell’ordine proprio per la pericolosità che si insinua nell’organizzazione».

Concludendo quindi: «Chi oggi accetta di mettersi sotto il cappello di Askatasuna sceglie da che parte stare, quella opposta rispetto agli agenti, ai presidi culturali della città che si vedono violentati dalle intrusioni illegittime, ai cittadini costretti a vedere una Torino immobilizzata e allo Stato. Renzi, Schlein e Conte da che parte stanno?». E la risposta, al momento, deve ancora arrivare…

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di Ginevra Sorrentino - 31 Gennaio 2026