I soliti antagonisti
Askatasuna ci riprova con una festa serale all’università di Torino. FdI: “Fatto gravissimo e inaccettabile”
Il centro sociale di Askatasuna a Torino è stato sgomberato il 18 dicembre dello scorso anno, ma i suoi militanti non si arrendono. Dopo gli scontri in piazza con le forze dell’ordine, adesso gli antifascisti militanti provano a riappropriarsi degli atenei, come ha spiegato in una nota il consigliere comunale di Fratelli d’Italia Raffaele Marascio: «Si apprende con forte preoccupazione che il centro sociale Askatasuna ha annunciato per venerdì 23 gennaio una festa serale all’interno di Palazzo Nuovo, sede dell’Università di Torino». «Si tratta di un fatto gravissimo e inaccettabile – prosegue la nota – che assume contorni ancora più seri se si considera che solo lo scorso sabato 17 gennaio l’Università ha già concesso la Palazzina Einaudi per l’assemblea di Askatasuna in preparazione della manifestazione del 31 gennaio».
Successivamente, l’esponente locale di FdI ha sottolineato che «siamo di fronte a una recidiva evidente, a una scelta precisa e consapevole: trasformare l’università pubblica in una succursale di Askatasuna, ignorando deliberatamente il contesto nazionale e l’impegno del governo nello sgombero degli immobili occupati illegalmente e nel ripristino della legalità».
Askatasuna ci riprova con l’università di Torino, FdI: «Fatto gravissimo e inaccettabile»
Raffaele Marascio ha proseguito a denunciare l’iniziativa degli antagonisti, ricordando che «a Torino si consente ancora una volta che un’università pubblica venga utilizzata come succursale di un centro sociale noto per episodi di violenza, illegalità e antagonismo». Poi ha aggiunto: «L’università deve essere un luogo di studio, confronto e crescita culturale, non uno spazio a disposizione di gruppi che nulla hanno a che fare con il confronto democratico e che, negli anni, si sono distinti per atteggiamenti intimidatori e per il sistematico disprezzo delle regole».
Insomma, «è incomprensibile e irresponsabile che l’Ateneo torinese permetta iniziative di questo tipo, scaricando di fatto sui cittadini e sugli studenti le conseguenze di una gestione permissiva e ideologica degli spazi universitari. È necessario che chi di dovere intervenga immediatamente per impedire lo svolgimento di questo evento e per chiarire come sia stato possibile autorizzarlo. La legalità non può essere applicata a intermittenza, né sacrificata sull’altare dell’ambiguità politica».
L’ex centro sociale non figura più nell’elenco dei beni comuni della città
Lo stabile di corso Regina Margherita 47 a Torino, di proprietà comunale ed ex sede del centro sociale Askatasuna, non figura più nell’elenco dei beni comuni di Torino. Questo è ciò che prevede la delibera del vicensidaco Michela Favaro approvata nei giorni scorsi dalla giunta comunale torinese. La nota mammenta che dopo «l’attività di polizia giudiziaria che ne ha determinato l’inaccessibilità, il patto di collaborazione è stato oggetto di recesso alla luce del venir meno dei presupposti e delle condizioni».