Dimenticanze...
Altro che assenza della destra, Il Manifesto “distratto”: Gioventù nazionale era in piazza per l’Iran a Roma
Le rivolte in Iran contro il regime islamista hanno dominato i quotidiani per settimane, mobilitando le piazze anche in Italia. Venerdì 16 gennaio, come tanti altri movimenti politici, sono scesi in piazza anche i militanti di Gioventù nazionale, per dimostrare solidarietà ai cittadini oppressi e uccisi dal regime degli ayatollah. Eppure Il Manifesto ha titolato uno dei suoi articoli in modo errato: «Manifestate. Ma ieri in piazza la destra non c’era», riportando la notizia del corteo del centrosinistra al Campidoglio assieme ad Amnesty international.
A quanto pare, i redattori del giornale d’area comunista non hanno monitorato bene le iniziative delle altre sigle, finendo per scrivere un articolo incompleto e non veritiero. Complice la distrazione? Un pizzico di malizia? Fatto sta che ieri Gioventù nazionale ha ribadito il suo impegno al fianco di un popolo oppresso in Medio Oriente, come dimostrano i video pubblicati su Alanews. Dunque, esistono anche delle testimonianze audiovisive che rendono giustizia agli identitari, troppo spesso mortificati.
Il Manifesto si distrae: Gioventù nazionale era in piazza per l’Iran, quindi la destra c’era
I ragazzi di destra si sono dati appuntamento a Piazza Annibaliano alle 17, per poi proseguire in corteo fino alle 17 verso l’ambasciata dell’Iran. Tra le numerose bandiere del movimento giovanile, in prima fila, spuntava un grande striscione con su scritto: «Qui per difendere la vita, affinché a Teheran si torni a leggere Lolita». Come si nota nei video pubblicati dalla pagina principale di Gn, su Instagram, alcune delle ragazze presenti hanno acceso una sigaretta bruciando i fogli con su scritto “Fondamentalismo islamico”. Tra i cori dei militanti anche un semplice ma potente “Persia libera”, per tutti coloro che a Teheran e nelle altre città soffrono per la repressione. Dai megafoni un appello a non dimenticare le restrizioni a cui sono sottoposti i giovani iraniani, costretti a comportarsi secondo norme stringenti e dogmatiche.
Il quotidiano d’area comunista ha fatto fiasco
Le testimonianze dell’impegno di Gioventù nazionale sono normalmente reperibili online, quindi è piuttosto strano che Il Manifesto non sia riuscito ad accorgersene in tempo. O magari per le sue firme le organizzazioni giovanili non hanno la stessa importanza dei partiti. È opportuno ricordare, però, che ogni sigla può fare la sua parte nelle piazze per ribadire l’importanza della libertà: proprio come hanno fatto i militanti della giovanile di Fratelli d’Italia. In conclusione, leggendo l’articolo del quotidiano di via Bargoni vengono in mente le parole di Leopoldo Longanesi, direttore de Il Borghese e celebre umorista: «Creda a me: non creda a nulla».